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Lasciano per sbaglio il Canada, finiscono in carcere
Lasciano per sbaglio il Canada, finiscono in carcere
Lasciano per sbaglio il Canada, finiscono in carcere
Redazione
7 anni fa
Una coppia di turisti inglesi con un neonato di 3 mesi "traumatizzata" dopo l'arresto per immigrazione illegale

Quando avevano pianificato il loro viaggio in Canada non avevano certo pensato di finire in un centro di detenzione per immigrati della Pennsylvania. Eppure è quello che è successo a una coppia di turisti inglesi con un figlio di tre mesi che per sbaglio hanno attraversato il confine tra il British Columbia e lo Stato di Washington.

Secondo la versione fornita dalla legale della coppia alla BBC, la famiglia stava guidando nei dintorni della città di Vancouver quando, per evitare un animale che bloccava la strada principale, hanno imboccato una stradina secondaria sterrata, trovandosi accidentalmente al di là del confine. La coppia e il neonato sono stati fermati in strada da un poliziotto, che ha comunicato loro di essere nello Stato di Washington. Li ha quindi arrestati perché sono entrati illegalmente nel paese. Da lì è iniziata la loro odissea, che hanno descritto come "l'esperienza più spaventosa della nostra vita".

La famiglia è stata dapprima separata: lui, 30 anni, è stato trasferito in un centro di detenzione di Tacoma, mentre lei, 24 anni, con il bimbo è stata portata in un motel low cost nei pressi dell'aerporto internazionale di Seattle-Tacoma. Poi entrambi sono stati portati dall'altro capo degli Stati Uniti, in Pennsylvania, al Berks Family Residential Center. La donna ha denunciato le condizioni precarie della struttura e ha sporto denuncia contro il Dipartimento statunitense di Sicurezza interna. "Siamo stati trattati da criminali, privati dei nostri diritti e ci hanno mentito" ha dichiarato amareggiata la giovane madre.

Contattato dalla BBC, il portavoce della polizia anti-immigrazione ha confermato l'episodio, ma ha negato ogni maltrattamento, affermando che la struttura "assicura un ambiente sicuro ed umano per le famiglie mentre prosegue il loro processo per immigrazione".

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