
L’aria più inquinata del continente europeo si trova appena fuori dai nostri confini di Stato, precisamente in Lombardia. Lo riporta la RSI, dove si legge che il quadro continua a essere grigio per la Pianura Padana, dove i livelli delle polveri fini sono decisamente fuori norma. Uno scenario presente anche nelle grandi città lombarde, come Milano, dove si respira sempre più aria cattiva. Già a maggio del 2022, la Corte di giustizia europea aveva condannato l’Italia per il superamento dei valori di biossido d’azoto.
La conferma in un report
A conferma di questo drastico scenario c’è il report Mal’aria di città, pubblicato pochi giorni fa da Legambiente. Delle dieci città più inquinate d’Italia per le polveri fini, quattro si trovano in Lombardia: si tratta di Milano, Monza, Lodi e Cremona, dove la prima causa di tale inquinamento è il traffico.
30 all’ora in tutta Milano?
Se già 11 anni fa la Città di Milano aveva introdotto l’area C, che ha permesso di ridurre del 30% gli ingressi coi veicoli nel centro, ora si sta pensando a un nuovo intervento: il Consiglio Comunale ha infatti dato il via libera a una zona 30 in tutta Milano, con l’auspicio che una città “a rilento” sia più sicura – specialmente per pedoni e ciclisti – ma soprattutto meno inquinata. Per quanto riguarda l’area metropolitana c’è ancora da risolvere il problema dei mezzi pesanti, ambito in cui sono stati fatti pochi passi avanti.
Allevamenti intensivi
Ad influire negativamente sulla qualità dell’aria non c’è solo il traffico veicolare, ma anche gli allevamenti fuori città con le loro emissioni, in particolare quelli intensivi. Solo in Lombardia, il numero di suini ha toccato quota 4 milioni, mentre i bovini sono un milione e mezzo. Annualmente il settore agro-zootecnico emette nell’ambiente circa 90mila tonnellate di ammoniaca, che si trasforma poi in polveri fini che finiscono nei polmoni di chiunque. Emissioni, queste ultime, paragonabili a quelle prodotte dal traffico.

