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Vaticano
L'appello del Papa: "Cessate il fuoco e liberate gli ostaggi a Gaza"
© Shutterstock
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3 anni fa
Il Papa si dice preoccupato per quello che sta succedendo a Gaza e auspica "che la Comunità internazionale percorra con determinazione la soluzione di due Stati: uno palestinese e uno israeliano".

"Ribadisco il mio appello a tutte le parti coinvolte per un cessate-il-fuoco su tutti i fronti, incluso il Libano, e per l'immediata liberazione di tutti gli ostaggi a Gaza". Così il Papa al Corpo diplomatico sul conflitto israelo-palestinese. "Chiedo che la popolazione palestinese riceva gli aiuti umanitari e che gli ospedali, le scuole e i luoghi di culto abbiano tutta la protezione necessaria", ha detto. "Auspico che la Comunità internazionale percorra con determinazione la soluzione di due Stati, uno israeliano e uno palestinese, come pure di uno statuto speciale internazionalmente garantito per la Città di Gerusalemme, affinché israeliani e palestinesi possano finalmente vivere in pace e sicurezza", ha aggiunto il Pontefice.

La condanna del Papa

"Non posso in questa sede non ribadire la mia preoccupazione per quanto sta avvenendo in Israele e Palestina", ha detto Francesco nell'udienza di inizio d'anno con il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. "Tutti siamo rimasti scioccati dall'attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro la popolazione in Israele, dove sono stati feriti, torturati e uccisi in maniera atroce tanti innocenti e molti sono stati presi in ostaggio", ha proseguito. "Ripeto la mia condanna per tale azione e per ogni forma di terrorismo ed estremismo - ha detto ancora il Papa -: in questo modo non si risolvono le questioni tra i popoli, anzi esse diventano più difficili, causando sofferenza per tutti. Infatti, ciò ha provocato una forte risposta militare israeliana a Gaza che ha portato la morte di decine di migliaia di palestinesi, in maggioranza civili, tra cui tanti bambini, ragazzi e giovani, e ha causato una situazione umanitaria gravissima con sofferenze inimmaginabili".

Una guerra "che destabilizza ulteriormente una regione fragile"

Secondo il Pontefice, "il conflitto in corso a Gaza destabilizza ulteriormente una regione fragile e carica di tensioni". In particolare, "non si può dimenticare il popolo siriano, che vive nell'instabilità economica e politica, aggravata dal terremoto del febbraio scorso. La Comunità internazionale incoraggi le Parti coinvolte a intraprendere un dialogo costruttivo e serio e a cercare soluzioni nuove, perché il popolo siriano non abbia più a soffrire a causa delle sanzioni internazionali". Inoltre, "esprimo la mia sofferenza per i milioni di rifugiati siriani che ancora si trovano nei Paesi vicini, come la Giordania e il Libano. A quest'ultimo rivolgo - ha aggiunto Francesco - un particolare pensiero, esprimendo preoccupazione per la situazione sociale ed economica in cui versa il caro popolo libanese, e auspico che lo stallo istituzionale che lo sta mettendo ancora più in ginocchio venga risolto e che il Paese dei Cedri abbia presto un presidente".

"Basta attacchi ai civili, sono crimini di guerra"

"Le guerre moderne non si svolgono più solo su campi di battaglia delimitati, né riguardano solamente i soldati. In un contesto in cui sembra non essere osservato più il discernimento tra obiettivi militari e civili, non c'è conflitto che non finisca in qualche modo per colpire indiscriminatamente la popolazione civile", ha denunciato papa Francesco nell'udienza al Corpo diplomatico. "Gli avvenimenti in Ucraina e a Gaza ne sono la prova evidente - ha proseguito -. Non dobbiamo dimenticare che le violazioni gravi del diritto internazionale umanitario sono crimini di guerra, e che non è sufficiente rilevarli, ma è necessario prevenirli. Occorre dunque un maggiore impegno della Comunità internazionale per la salvaguardia e l'implementazione del diritto umanitario, che sembra essere l'unica via per la tutela della dignità umana in situazioni di scontro bellico". E "anche quando si tratta di esercitare il diritto alla legittima difesa, è indispensabile attenersi ad un uso proporzionato della forza".

"Fermare l'antisemitismo, basta persecuzione ai cristiani"

"Preoccupa particolarmente l'aumento degli atti di antisemitismo verificatisi negli ultimi mesi; e ancora una volta sono a ribadire che questa piaga va sradicata dalla società, soprattutto con l'educazione alla fraternità e all'accoglienza dell'altro". Lo ha detto papa Francesco nell'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. "Parimenti preoccupa la crescita della persecuzione e della discriminazione nei confronti dei cristiani, soprattutto negli ultimi dieci anni", ha aggiunto il Pontefice.

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