
Un angelo dal volto sorprendentemente simile a quello di Giorgia Meloni ha acceso, negli ultimi giorni, un curioso dibattito mediatico e culturale in Italia. Tutto nasce dal restauro di un affresco in una chiesa romana, la Basilica di San Lorenzo in Lucina, dove uno dei cherubini raffigurati, dopo l’intervento conservativo, ha iniziato a essere paragonato dalla rete e dai media al volto della presidente del Consiglio. Un paragone che hanno fatto scattare le verifiche della Sovrintendenza.
Il giro dei social
Le immagini del «prima e dopo» hanno inevitabilmente fatto rapidamente il giro dei social, trasformandosi in diversi meme e suscitando interrogativi sull’opportunità del restauro e sull’eventuale presenza di riferimenti contemporanei in un’opera sacra. Secondo il restauratore, però, non ci sarebbe stata alcuna volontà di ritrarre la premier: l’intervento, ha spiegato, si sarebbe limitato a ripristinare fedelmente l’aspetto originale dell’opera così come risultava da precedenti documentazioni.__
Verifiche in corso dal Ministero della cultura
La vicenda ha comunque, come detto, attirato l’attenzione delle istituzioni. Il Ministero della Cultura ha infatti disposto verifiche tecniche sull’intervento, mentre ambienti ecclesiastici hanno ribadito la necessità di mantenere l’arte sacra al riparo da letture politiche o strumentali. Nel frattempo, il caso è diventato anche un piccolo fenomeno pop. La stessa Meloni ha scelto la via dell’ironia, commentando la somiglianza con una battuta sui social e smorzando i toni della polemica: «No, decisamente non somiglio a un angelo». Intanto il restauratore Bruno Valentinetti ha coperto il volto di Meloni «perché – spiega al Corriere della Sera – me lo ha chiesto il Vaticano».

