
Un intero villaggio vacanze non registrato è stato scoperto dalla Guardia di Finanza sul Lago di Como, nell’ambito di un’operazione di controllo sul territorio lacustre. L’intervento, si legge su diversi media italiani, condotto dalla Stazione Navale delle Fiamme Gialle di Como, ha portato alla luce una realtà turistica completamente abusiva, con gravi irregolarità fiscali e urbanistiche.
Casette fuori dal catasto
Il villaggio – composto da una serie di unità abitative dotate di impianti elettrici e idraulici, utilizzate presumibilmente per affitti stagionali – risultava non accatastato e mai registrato ai fini fiscali. La struttura, pur presente da anni, non era mai stata dichiarata né sottoposta ai tributi comunali o statali previsti per le attività turistiche e residenziali. Secondo le prime stime, l’evasione legata al mancato pagamento dell’IMU e altri tributi locali ammonta a circa 350'000 euro. La scoperta è avvenuta nel corso di un controllo via lago, che rientra in un’ampia campagna di verifica della Guardia di Finanza nelle aree demaniali lacustri. Le autorità hanno già avviato accertamenti patrimoniali e fiscali per identificare i responsabili, verificare la titolarità dei fondi e recuperare quanto dovuto all’erario.
Un fenomeno diffuso
Il caso si inserisce in una serie di interventi mirati sui laghi prealpini, dove negli ultimi mesi sono state sequestrate boe, pontili, attracchi e strutture abusive, per un’evasione complessiva superiore ai 240.000 euro, secondo quanto riportato anche da ComoZero. Le attività mirano a contrastare l’uso improprio del demanio e a tutelare l’ambiente, la legalità e la concorrenza leale nel settore turistico. Le autorità locali, compreso il Comune competente, potranno ora procedere con la richiesta di regolarizzazione catastale, l’avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi più gravi, sequestri o confische. L’obiettivo è garantire un utilizzo corretto del territorio e contrastare l’abusivismo edilizio e fiscale in aree ad alto valore paesaggistico e turistico.

