
Cittadini coraggiosi: all'indomani del violento attacco con coltello (e spranga di ferro) contro sette persone in strada a Parigi, la Francia rende omaggio a quei civili che prima ancora dell'arrivo della polizia, sono riusciti a bloccare l'aggressore, un afghano di trent'anni, probabilmente uno squilibrato sotto l'effetto di stupefacenti. Mentre le indagini sembrano ormai scartare l'ipotesi di un attentato terroristico, il bilancio resta invariato: sette feriti, di cui quattro in condizioni gravi, anche se non in pericolo di vita.
Intanto, si indaga anche a Lione dopo che stamani un'auto ha fatto irruzione sulla pista dell'aeroporto Saint-Exypeéry dopo aver sfondato due vetrate di un cantiere dello scalo: al momento dell'arresto il conducente ha urlato "Allahu Akbar" e di essere "l'emissario di Dio". L'azione, ancora da chiarire, ha causato un ferito lieve e disagi nei voli.
L'attacco di ieri sera a Parigi è avvenuto domenica sera alle 22.45, mentre la Francia festeggiava la vittoria ai Mondiali nel vicino Stade de France. Tra i sette feriti - tra cui due britannici, conferma il ministero degli Esteri di Londra - Juliette, 44 anni, dimessa questa mattina. "Pensavo di morire", racconta a Le Parisien, descrivendo "il sangue dappertutto" e il momento in cui ha capito di avere "il cranio aperto". Ricoverato anche l'aggressore, secondo i documenti un trentenne mai schedato per radicalizzazione, che secondo diverse testimonianze avrebbe rischiato "il linciaggio" se la polizia non fosse intervenuta per tempo.
Nella capitale segnata dagli attentati del 2015, il ministro dell'Interno, Gérard Collomb, "rende omaggio alla reattività e al coraggio di cui hanno dato prova i nostri concittadini", ormai particolarmente vigili e attenti rispetto alla minaccia. Un riferimento, in particolare, al gruppetto di amici che giocava a bocce nei pressi dell'aggressore e che sono riusciti a bloccarlo e disarmarlo. "A un certo punto - racconta Smain a BFM-TV - lo abbiamo accerchiato, eravamo cinque: il sottoscritto, tre algerini e un egiziano.
Mi sono gettato sul coltello che aveva in mano e sono riuscito a toglierglielo. Ho stretto l'assalitore e insieme siamo caduti a terra, facendomi perdere coscienza per 30-40 secondi". Solo a quel punto - vale a dire 8 minuti dopo il colpo inferto al primo dei sette feriti - sul posto è arrivata la volante della polizia anti-crimine. Da parte sua, Amin fa il modesto: "Non sono un eroe, chiunque avrebbe potuto farlo". L'assalitore, ricorda, sembrava uno "zombie", non proferiva parola, come se fosse sotto all'effetto di "stupefacenti". "Per me era drogato", gli fa eco Jean-François, il portiere di un palazzo vicino, ricordando di averlo già visto diverse volte nel quartiere.
Da settimane, diversi residenti manifestavano preoccupazione per il ritorno degli spacciatori e dei consumatori di crack nella zona. La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha chiesto rinforzi di polizia nella zona.
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