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La tregua tra Iran e Usa vacilla: attacco contro navi americane nello Stretto di Hormuz
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un giorno fa
Teheran avrebbe lanciato missili e droni contro tre cacciatorpediniere statunitensi in transito nel Golfo - Washington assicura che non ci sono stati danni e minaccia nuove rappresaglie — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
11 ore fa
Lavrov sente il ministro emiratino: «È necessario sostenere i colloqui tra Stati Uniti e Iran»

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto al suo omologo degli Emirati Arabi Uniti che è necessario sostenere i colloqui tra Stati Uniti e Iran per evitare una ripresa delle ostilità in Medio Oriente. «La parte russa ha sottolineato la necessità di concentrarsi sul sostegno ai negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti», si legge in una dichiarazione - rilanciata dal Guardian - del ministero degli Esteri russo in merito alla conversazione telefonica tra Lavrov e il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. La dichiarazione afferma inoltre che la Russia non vuole «che si compromettano le prospettive di stabilizzazione con la ripresa delle ostilità».

11 ore fa
«Gli USA rivedono la risoluzione ONU sull'Iran ma si prevede comunque il veto di Cina e Russia»

Washington ha rivisto la sua proposta di risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all'Iran di interrompere gli attacchi e le attività di minamento nello Stretto di Hormuz, ma è improbabile che le modifiche evitino il veto di Cina e Russia. Lo scrive Reuters online che cita fonti diplomatiche, sottolineando che un veto cinese sarebbe imbarazzante in vista del viaggio di Donald Trump in Cina la prossima settimana.

Una bozza aggiornata, condivisa con i membri del Consiglio di Sicurezza giovedì pomeriggio, ha eliminato una clausola che invocava il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che consente al Consiglio di imporre misure che vanno dalle sanzioni all'azione militare. Tuttavia, il linguaggio duro contro l'Iran è rimasto, così come una clausola secondo cui, in caso di mancato rispetto, il Consiglio "si riunirà nuovamente per valutare misure efficaci, comprese le sanzioni, al fine di garantire la libertà di navigazione nell'area".

Non è chiaro quando il Consiglio potrebbe votare sulla risoluzione. Sebbene il testo non autorizzi esplicitamente l'uso della forza, non lo esclude e "riafferma il diritto degli Stati membri di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano i diritti e le libertà di navigazione".

Una precedente risoluzione, sostenuta dagli Stati Uniti, è fallita il mese scorso dopo che Russia e Cina hanno esercitato il loro diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza ONU. Secondo quanto riferito da Reuters online, un diplomatico delle Nazioni Unite ha dichiarato che, nonostante l'eliminazione del riferimento al Capitolo VII, già presente nella risoluzione del mese scorso, la nuova bozza non risolve le obiezioni di Cina e Russia.

11 ore fa
Hezbollah rivendica un nuovo attacco a una base militare in Israele

Hezbollah ha annunciato di aver lanciato oggi uno sciame di droni contro una base aerea nel nord di Israele, dopo aver rivendicato un altro attacco contro una base israeliana avvenuto in precedenza nella stessa giornata.

Il gruppo, sostenuto dall'Iran, ha affermato che i lanci erano una risposta all'attacco israeliano contro i sobborghi meridionali di Beirut di mercoledì, nonché ai continui attacchi nel sud del Libano.

11 ore fa
Qatar: «Tutte le parti aderiscano agli sforzi di mediazione sul conflitto in Iran»

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, ha incontrato oggi alla Casa Bianca il vicepresidente Usa JD Vance. La discussione «si è incentrata sulla stretta cooperazione strategica» tra i due Paesi, «nonché sulle modalità per sostenerla e rafforzarla in vari settori».

Le parti, si legge in una nota del ministero degli Esteri del Qatar, hanno inoltre trattato «gli ultimi sviluppi nella regione e degli sforzi di mediazione pakistani volti a una de-escalation delle tensioni, in modo tale da contribuire a rafforzare la sicurezza e la stabilità nell'area».

Il Qatar ha sottolineato «la necessità che tutte le parti aderiscano agli sforzi di mediazione in corso, al fine di spianare la strada all'individuazione delle cause profonde della crisi attraverso mezzi pacifici e il dialogo, giungendo così a un accordo globale capace di garantire una pace duratura nella regione».

11 ore fa
Gli USA confermano: «Medieremo nuovi colloqui tra Israele e Libano il 14-15 maggio»

Gli USA faciliteranno un nuovo ciclo di colloqui tra Israele e Libano la prossima settimana, in base a quanto riferito da un portavoce del Dipartimento di Stato. I colloqui, della durata di due giorni e in programma il 14 e 15 maggio, hanno lo scopo di «raggiungere un accordo duraturo di pace e sicurezza tra i due Paesi».

Israele e il Libano hanno raggiunto un accordo per un temporaneo cessate il fuoco a metà aprile, al quale sono succeduti però nuovi attacchi mortali. Martedì, il ministero della Salute libanese ha riferito che 17 persone hanno perso la vita negli ultimi giorni, negli scontri tra Israele e miliziani di Hezbollah nel sud del Paese, in quello che è stato uno dei periodi più letali dall'inizio della tregua, destinata a scadere il 17 maggio.

11 ore fa
Wafa: «Coloni aggrediscono padre e figlio palestinesi a sud di Hebron»

Un cittadino palestinese e suo figlio sono rimasti feriti a seguito di un'aggressione da parte di coloni israeliani nel villaggio di Ash Shuyukh, a sud di Hebron. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa, citando fonti locali secondo cui diversi coloni hanno aggredito il cittadino e suo figlio con oggetti contundenti mentre si trovavano sulla loro proprietà, ferendoli alla testa. Sono stati successivamente trasportati in ospedale per le cure. Secondo quanto riferito, i coloni hanno anche vandalizzato il loro veicolo, rompendo i finestrini e danneggiandolo gravemente.

Video attribuiti all'aggressione e rilanciati dal Times of Israel mostrano i due palestinesi a bordo strada: il bambino sanguina dalla parte posteriore della testa, mentre il padre presenta una ferita sanguinante sul lato della fronte. Un altro filmato li mostra mentre ricevono cure in ospedale.

11 ore fa
Libano, «salgono a 10 i morti negli odierni raid israeliani»

Il ministero della Salute libanese ha annunciato che solo nella giornata di oggi a causa dei raid aerei israeliani sono rimaste uccise almeno 10 persone in quattro località del Libano meridionale.

Tra le vittime ci sono due bambini e tre donne, ha precisato il ministero libanese. In precedenza, i funzionari della protezione civile avevano annunciato la morte di uno dei loro soccorritori, ucciso in un raid aereo nel sud del Libano.

16 ore fa
«Scontri USA-Iran nel Golfo sospesi, ma potrebbero riprendere»

«Gli scontri tra le forze iraniane e statunitensi si sono per ora interrotti, ma potrebbero riprendere se le forze USA dovessero rientrare nel Golfo Persico o interferire con le navi iraniane». Lo afferma una fonte militare affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, citata da Tasnim e ripresa da Iran International.

La fonte ha poi avvertito che qualsiasi ulteriore attacco americano riceverà «una risposta schiacciante» da parte di Teheran.

16 ore fa
Centcom: «Neutralizzate due petroliere iraniane nel Golfo di Oman»

Le forze militari USA hanno neutralizzato oggi le petroliere Sea Star III e Sevda, impegnate a raggiungere un porto iraniano sul Golfo di Oman, in violazione del blocco americano. Lo riferisce su X il Centcom, secondo cui si è trattato di due navi cisterna battenti bandiera iraniana, prive di carico.

Il 6 maggio, le forze USA hanno neutralizzato la Hasna. Le tre navi hanno interrotto la navigazione verso l'Iran. «Le forze statunitensi in Medio Oriente rimangono impegnate nella piena attuazione del blocco contro le unità in entrata o in uscita dall'Iran», ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom.

16 ore fa
Oltre un migliaio al corteo contro Israele alla Biennale

Sono oltre un migliaio gli attivisti «pro Pal» presenti al corteo di Venezia contro la presenza di Israele alla Biennale. I manifestanti, che sfilano verso l'Arsenale, procedono gridando slogan come «Free Palestine» e «From the river to the sea Palestine will be free».

Negli interventi al megafono, gli organizzatori chiedono che «venga chiuso il padiglione di Israele» e che non ci sia «nessuno spazio per il sionismo e per giustificare il genocidio ancora in corso».

16 ore fa
Hezbollah: «Missili contro una base militare nel nord di Israele»

Hezbollah ha affermato in un comunicato di aver lanciato missili contro una base militare nella città di Nahariya, nel nord di Israele, in risposta ad attacchi sul sud del Libano e nei sobborghi meridionali di Beirut, nonostante il cessate il fuoco in atto.

16 ore fa
NetBlocks, 70 giorni di blackout internet in Iran

Secondo il gruppo di monitoraggio di internet NetBlocks, il blackout di internet in Iran è giunto al suo 70mo giorno, uno dei più lunghi blocchi di internet a livello nazionale mai registrati.

«Oggi ricorre il 70mo giorno del blackout di internet in Iran, che ha superato le 1656 ore. La connettività digitale è vitale in tempi di crisi e la limitazione del servizio danneggia chi ne ha più bisogno: persone con disabilità, studenti, piccole imprese e la popolazione in generale», si legge sul profilo X di NetBlocks.

16 ore fa
Mosca: «2.200 operai iraniani al lavoro alla centrale nucleare di Bushehr»

Circa 2.200 operai iraniani sono tornati al cantiere della centrale nucleare di Bushehr, in Iran, e la costruzione della seconda unità sta gradualmente riprendendo. Lo ha dichiarato ai media Alexei Likhacev, il direttore di Rosatom, l'ente federale russo per l'energia atomica, che gestisce i lavori.

«L'unità di potenza n. 1 continua a funzionare al 100% della sua capacità. Il cantiere sta gradualmente tornando alla normalità. Circa 2.200 dipendenti di aziende appaltatrici iraniane sono già rientrati in cantiere. Il lavoro principale si concentra sul consolidamento e sulla gettata di cemento della seconda unità di potenza in costruzione. Il numero di lavoratori iraniani continua a crescere», ha dichiarato Likhachev, ripreso da Tass.

Likhachev ha aggiunto che la situazione presso il sito della centrale nucleare di Bushehr è generalmente tranquilla e non sono stati osservati attacchi contro le infrastrutture nelle vicinanze dell'impianto.

«Per quanto riguarda l'aumento del nostro personale in loco, siamo pronti a mobilitarci tempestivamente e a far tornare tutti i dipendenti di Rosatom in Iran non appena saremo certi che non vi sia alcun rischio di ripresa del conflitto militare o minaccia per la vita e la salute dei nostri colleghi», ha affermato Likhachev.

16 ore fa
Iran: «Scontri sporadici con le navi USA»

L'agenzia di stampa Fars, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), ha affermato che «scontri sporadici» tra le forze armate iraniane e navi statunitensi vicino allo Stretto di Hormuz sono avvenuti alcune ore prima.

18 ore fa
Teheran: «La proposta USA ancora in fase di valutazione»

«Per quanto riguarda i negoziati, la proposta Usa è ancora in fase di valutazione. Una volta raggiunta la conclusione definitiva, la annunceremo senza dubbio». Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, all'agenzia di stampa iraniana Tasnim.

Riguardo le possibili violazioni della tregua, Baghaei ha affermato che Teheran rimane «nominalmente in una situazione di cessate il fuoco», aggiungendo che le forze armate del Paese stanno monitorando attentamente gli sviluppi.

18 ore fa
Iran, dieci feriti e cinque dispersi negli attacchi USA nella notte

Un funzionario iraniano ha dichiarato che gli attacchi statunitensi avvenuti nella notte tra giovedì e venerdì nello Stretto di Hormuz hanno colpito una nave mercantile iraniana, ferendo 10 marinai e lasciandone altri cinque dispersi.

L'Iran e gli Stati Uniti si sono scambiati colpi di arma da fuoco nonostante la tregua in vigore dall'8 aprile che ha interrotto una guerra durata settimane.

«Durante le azioni aggressive degli americani la scorsa notte nelle acque dello Stretto di Hormuz e del Mar di Makran (Golfo dell'Oman), una nave mercantile vicino alle acque di Minab è stata colpita e ha preso fuoco», ha dichiarato Mohammad Radmehr, un funzionario della provincia meridionale di Hormozgan, secondo l'agenzia di stampa Mehr.

«Dieci marinai feriti sono stati trasportati in ospedale e le squadre locali di soccorso stanno cercando di accertare la sorte degli altri cinque marinai», ha aggiunto.

Non è stato immediatamente chiaro se la nave mercantile fosse un obiettivo diretto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che le forze iraniane hanno lanciato missili, droni e piccole imbarcazioni contro tre navi da guerra statunitensi durante la notte, ma che nessuna è stata colpita, mentre le forze americane hanno neutralizzato la minaccia in arrivo e hanno risposto al fuoco contro basi terrestri in Iran.

L'esercito iraniano ha preso di mira le navi statunitensi dopo che queste avevano attaccato «una petroliera iraniana» proveniente dalle acque costiere iraniane, nonché un'altra nave che entrava nello Stretto di Hormuz, di fronte al porto di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti.

18 ore fa
«Nuovi attacchi USA contro petroliere iraniane a Hormuz»

Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro petroliere vicino al blocco dell'Iran. Lo riporta Fox News, secondo cui le forze americane hanno condotto ulteriori operazioni aeree nell'area, colpendo diverse petroliere vuote che tentavano di forzare il blocco contro l'Iran lungo lo Stretto di Hormuz.

Il Centcom, il comando militare centrale Usa che copre il Medio Oriente, ha da parte sua riferito che «attualmente vi sono oltre 70 petroliere a cui le forze statunitensi impediscono di entrare nei porti iraniani o di uscirne».

Si tratta di navi commerciali che «hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato superiore ai 13 miliardi di dollari», ha riferito il Centcom su X.

19 ore fa
Chiusura «anti-Israele» di venti Padiglioni, Svizzera compresa

Chiusura «anti Israele» di una ventina di Padiglioni nazionali - compresa la Svizzera - tra i Giardini e l'Arsenale, alla Biennale di Venezia.

Finora l'elenco comprende: Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e Arti Applicate, ma la lista è in aggiornamento.

Lo annuncia il canale Telegram Global Project: «Decine di padiglioni ed esposizioni della Biennale di Venezia rimangono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina».

La mobilitazione «senza precedenti» è promossa, tra gli altri, dal collettivo Anga - Art Not Genocide Alliance. «Questo pomeriggio alle 16.30 è previsto il corteo che da Via Garibaldi punterà a raggiungere il padiglione israeliano all'Arsenale, contro il genocidio e la militarizzazione dell'economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele» ricorda sempre il canale Telegram Global Project.

un giorno fa
Il punto alle 6

Gli Stati Uniti affermano che nessun asset americano è stato colpito negli attacchi iraniani avvenuti nello Stretto di Hormuz. Il Centcom ha reso noto che le forze statunitensi hanno «intercettato attacchi iraniani non provocati e risposto con azioni di autodifesa» mentre tre cacciatorpediniere della Marina americana – USS Truxtun, USS Rafael Peralta e USS Mason – transitavano nel passaggio marittimo internazionale. Secondo il comando americano, l’Iran avrebbe lanciato missili, droni e impiegato piccole imbarcazioni contro le unità navali Usa.

Donald Trump ha confermato l’episodio parlando di tre cacciatorpediniere americani «sotto il fuoco nemico» durante l’attraversamento di Hormuz. Sul suo social Truth il presidente ha sostenuto che le navi non hanno subito danni, mentre «danni ingenti» sarebbero stati inflitti agli aggressori iraniani. Trump ha aggiunto che «gli aggressori iraniani sono stati completamente distrutti», insieme a diverse piccole imbarcazioni utilizzate da Teheran.

Il presidente americano ha però cercato di ridimensionare la risposta militare, definendola ad Abc solo «un colpetto», ribadendo che il cessate il fuoco con l’Iran «resta in vigore». Trump ha insistito più volte sul fatto che la tregua non è saltata, pur minacciando nuove azioni: «In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza se non firmeranno il loro accordo, e in fretta».

Secondo Trump, le trattative sul dossier nucleare starebbero comunque procedendo positivamente. «L’accordo potrebbe non accadere, ma potrebbe accadere da un giorno all’altro. Vogliono un accordo più di quanto lo voglia io», ha dichiarato, avvertendo però che Teheran «avrà molti problemi» in caso di mancata firma.

Nel frattempo cresce la tensione anche nel Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver attivato le proprie difese aeree contro missili e droni provenienti dall’Iran. Il Ministero della Difesa emiratino ha spiegato che i sistemi antimissile hanno intercettato «missili balistici, missili da crociera e droni», precisando che i rumori uditi in varie zone del Paese erano legati alle operazioni di difesa aerea.

Trump è tornato anche sul tema del nucleare iraniano riferendo di aver chiesto al segretario di Stato Marco Rubio di ribadire al Papa «in modo molto garbato e con grande rispetto» che «l’Iran non può possedere un’arma nucleare».