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«La Svizzera si è offerta di ospitare la firma dell'accordo tra USA e Iran»
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19 ore fa
La Confederazione è «in stretto contatto» con i due Paesi – Berna «è pienamente mobilitata», ha ricordato Nicolas Bideau, responsabile della comunicazione del Dipartimento diretto da Ignazio Cassis – — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
3 ore fa
Araghchi: «L'unico modo per gestire l'uranio arricchito è diluirlo in Iran»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ritiene che l'unico modo per gestire le proprie scorte di uranio altamente arricchito sia diluirlo all'interno del Paese. «La nostra posizione è sempre stata che l'unico modo per gestire le scorte di materiale arricchito è diluirlo all'interno dell'Iran», ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato.

3 ore fa
Araghchi: «Una volta finalizzata la bozza, sarà firmata da remoto»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato oggi che, una volta finalizzata, la bozza di accordo con gli Stati Uniti sarà firmata «a distanza», il che potrebbe accadere «nei prossimi giorni». «Non appena saranno completate le fasi finali dei nostri negoziati, questo accordo sarà firmato e annunciato. La firma avverrà inizialmente in modalità digitale. Ciascuna parte firmerà a distanza. Dopodiché, verrà annunciato che questo memorandum d'intesa è stato firmato da entrambe le parti», ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. «Questo potrebbe accadere nei prossimi giorni. Sono molto fiducioso».

3 ore fa
Araghchi: «Il pagamento del pedaggio a Hormuz sarà obbligatorio»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista alla televisione di stato ha affermato che lo Stretto di Hormuz è uno degli «strumenti di deterrenza più importanti» di Teheran. Riguardo ai pagamenti, Araghchi ha aggiunto che, sebbene lo stretto sia stato gratuito per molti anni, non lo sarà più e i servizi saranno a pagamento. Inoltre il titolare della diplomazia iraniana ha sottolineato che se quanto stabilito nel protocollo d'intesa non dovesse essere attuato, non si terranno negoziati per un accordo definitivo. Lo scrive al Jazeera online.

3 ore fa
Pakistan: «C'è il testo dell'accordo tra Iran-e USA», voci sulla firma domenica a Ginevra

Le rive del lago Lemano potrebbero fare da sfondo al tanto atteso accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Ma il condizionale è d'obbligo, mentre anche la città per ospitare la firma alimenta il disaccordo tra i due schieramenti. Dopo settimane di anticipazioni e smentite, perfino Abbas Araghchi si è sbilanciato affermando che «il memorandum di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione», per la quale si attende un responso chiaro della Repubblica Islamica e si guarda a Mojtaba Khamenei.

Il Pakistan ha annunciato che «è stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace», spingendo la speranza che questa sia la volta buona per l'intesa. E ha messo in guardia contro «l'incessante campagna di disinformazione condotta da coloro che vogliono sabotare l'accordo di pace». Perché le rivendicazioni incrociate sui punti dell'intesa - che parlano soprattutto ai fronti interni e agli alleati di entrambi i Paesi - alimentano lo scontro. Con Donald Trump che scarica la sua irritazione su Teheran, che a suo dire «farebbe meglio a rimettersi in riga, e in fretta».

Secondo Axios, portale che per primo ha avanzato la possibilità di una firma dell'accordo a Ginevra, quattro aerei C-17 statunitensi sono già decollati alla volta dell'Europa trasportando «materiale per un possibile viaggio» di J.D. Vance. Stando a Reuters online, sarà lui a firmare domenica l'intesa con la controparte iraniana, rappresentata dal capo negoziatore e presidente del Parlamento Mohammed Ghalibaf. E in serata, ad alimentare l'ipotesi si è aggiunta anche la notizia di una telefonata tra i ministri degli Esteri di Pakistan e Svizzera. Ma tutto resta ancora in gioco: «Qualsiasi speculazione su una firma a Ginevra o su un incontro faccia a faccia non è altro che un'illusione americana», la replica dell'agenzia Fars vicina ai pasdaran.

Un copione, quello di rivendicazioni e smentite, che ha accompagnato sin da subito l'accelerazione impressa nelle ultime ore da Donald Trump al negoziato per la fine della guerra. Negoziato dal quale, secondo il tycoon, gli Stati Uniti hanno «ottenuto tutto quello che volevano»: il materiale nucleare iraniano verrà distrutto e rimosso, il programma nucleare iraniano smantellato, i fondi iraniani congelati non saranno sbloccati finché non saranno soddisfatte le condizioni - punto sottolineato chiaramente da Vance -, lo Stretto di Hormuz sarà aperto, e l'Iran non finanzierà più gruppi terroristici, stando a quanto fatto sapere dai funzionari USA ai media. Ben diversa la versione riportata dai media iraniani, secondo cui la Repubblica islamica non ha in alcun modo ceduto la gestione di Hormuz. E soprattutto, non è stato raggiunto alcun accordo sul nucleare, tema da affrontare nei 60 giorni successivi alla firma del memorandum.

La versione di Teheran ha fatto andare su tutte le furie il presidente americano: «Le condizioni che l'Iran ha fatto trapelare ai media sono delle fake news che non hanno nulla a che fare con i termini concordati per iscritto. Ciò che hanno dichiarato - inclusa la loro debole e patetica affermazione sull'esistenza di un accordo - non ha alcun riscontro nella realtà. Sono persone estremamente sleali con cui trattare; con loro, la buona fede è un concetto inesistente», ha tuonato su Truth. Parole che gettano benzina sul fuoco delle tensioni che inevitabilmente restano, alimentate anche da Israele: «Finché sarò primo ministro, l'Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo», ha sottolineato il premier Benyamin Netanyahu mentre il suo ministro della Difesa, Israel Katz, ha chiarito che l'Idf «non si ritirerà dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza», mentre un funzionario USA ha chiarito che l'intesa include anche il Libano.

Nel tentativo di chiarire la situazione, il premier del mediatore Pakistan, Shehbaz Sharif, ha annunciato in serata che «è stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace e che il Pakistan sta ora lavorando a stretto contatto con entrambe le parti per definire i prossimi passi. La pace non è mai stata così vicina come ora». E nella diplomazia dei social, a far ben sperare c'è anche il gesto di Donald Trump che ha rilanciato su Truth il messaggio di Araghchi sull'intesa vicina e il suo appello ai media di «astenersi dal formulare speculazioni sul suo contenuto». Secondo un funzionario USA citato da Bloomberg, le chance di firma sono all'80-85% ma c'è ottimismo a Washington. Con il mondo che tiene gli occhi puntati sugli sviluppi, solo il tempo potrà colmare l'ultimo miglio per la pace. Scongiurando un ennesimo annuncio del tycoon - almeno 39 dal 23 marzo - sfumato in un nulla di fatto.

3 ore fa
Gli Emirati hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l'Iran

Gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l'Iran. Lo scrive Reuters online citando quattro fonti e parlando di una mossa finora inedita che coincide con le fasi finali dei negoziati Iran-USA.

Due fonti regionali hanno riferito a Reuters che gli Emirati hanno accettato di sbloccare un totale di 10 miliardi di dollari, di cui oltre 3 miliardi sono già stati versati. Altre due fonti hanno indicato un totale di 20 miliardi, aggiungendo che la mossa è stata concordata in cambio della cessazione degli attacchi iraniani contro gli Emirati.

Reuters non è stata in grado di stabilire se i fondi destinati ai trasferimenti appartengano agli Emirati Arabi Uniti o provengano da conti iraniani bloccati da tempo nel sistema bancario emiratino, o altrove. Tuttavia, un funzionario degli Emirati, interpellato in merito al trasferimento, ha affermato che il Paese sta cercando di allentare le tensioni e promuovere la pace. «La politica estera degli Emirati Arabi Uniti è guidata dalla promozione della de-escalation e dalla riduzione delle tensioni in tutta la regione, favorendo al contempo una pace e una stabilità durature», ha dichiarato il funzionario. «Gli Emirati Arabi Uniti sostengono gli sforzi, compresi quelli intrapresi dagli Stati Uniti, per proteggere le popolazioni della regione dalle ripercussioni del conflitto».

Una delle fonti a conoscenza dell'accordo ha affermato che la mossa offriva un modo per contribuire a risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran senza che nessuna delle due parti oltrepassasse la propria linea rossa: l'Iran può affermare di aver ottenuto un risarcimento per i danni di guerra, Washington può insistere di non aver pagato nulla e Abu Dhabi ottiene la propria sicurezza e lo status di hub di Dubai, presentando al contempo la mossa come un investimento nella ricostruzione della fiducia regionale.

Un'altra fonte a conoscenza dell'accordo ha affermato che, in cambio dell'erogazione dei fondi, l'Iran avrebbe interrotto gli attacchi missilistici e con droni contro gli Emirati Arabi Uniti e si sarebbe assistito a una ricostruzione dei legami bilaterali, compresa la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione economica. La fonte ha aggiunto che l'Iran si era rivolto ad almeno altri due paesi arabi del Golfo per raggiungere un accordo simile.

La prima fonte a conoscenza dell'accordo ha affermato che i colloqui erano iniziati diverse settimane fa, ma hanno subito un'accelerazione quando funzionari delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno visitato Abu Dhabi la scorsa settimana per incontrare lo sceicco Tahnoun bin Zayed al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e vice governatore di Abu Dhabi, e hanno soggiornato nella sua foresteria. A quel viaggio ha fatto seguito una visita di funzionari emiratini a Teheran per negoziare i dettagli del meccanismo.

3 ore fa
Araghchi: «Israele cerca di far fallire la potenziale intesa con gli USA»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Israele sta cercando di far fallire un potenziale accordo con gli Stati Uniti attualmente in fase di finalizzazione. «Devo dire francamente che questo accordo ha dei nemici, primo fra tutti il regime sionista, che sta cercando pretesti per farlo fallire», ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato.

6 ore fa
Il ministro degli esteri pachistano sente Cassis

Il ministero degli esteri pachistano afferma sulla rete sociale X che nel corso di una telefonata i capi delle diplomazie di Pakistan e Svizzera, Mohammad Ishaq Dar e Ignazio Cassis, hanno accolto con favore quelli che Islamabad definisce «progressi incoraggianti verso un'intesa tra Stati Uniti e Iran».

La conversazione tra i due ministri degli esteri è avvenuta dopo le voci su una possibile firma dell'intesa a Ginevra, forse già nel fine settimana.

6 ore fa
«La Svizzera si è offerta di ospitare la firma dell'accordo tra USA e Iran»

La Svizzera si è offerta come sede per l'eventuale firma di un protocollo d'intesa tra gli Stati Uniti e l'Iran, «qualora le due parti dovessero concordarlo», ha indicato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a Keystone-ATS. La Confederazione è «in stretto contatto» con i due Paesi.

Berna «è pienamente mobilitata», ha ricordato Nicolas Bideau, responsabile della comunicazione del Dipartimento diretto da Ignazio Cassis. «Il DFAE sta svolgendo un ruolo di mediatore per sostenere gli sforzi volti alla stipula di un memorandum of understanding (protocollo d'intesa) destinato a consolidare la tregua e ad aprire la strada a una distensione nel contesto del conflitto» tra Teheran e Washington, ha aggiunto.

La diplomazia elvetica «ha proposto la Svizzera come sede per un'eventuale firma, qualora le parti dovessero concordarla», ha aggiunto.

6 ore fa
«Per Trump la firma di un accordo nel fine settimana o lunedì»

Il presidente statunitense Donald Trump continua a pensare che l'accordo con l'Iran possa essere firmato nel fine settimana o lunedì. Lo riporta il sito di notizie politiche statunitense Axios facendo riferimento a un'intervista con l'inquilino della Casa Bianca.

Trump ha definito "molto buono" il messaggio sulla rete sociale X con cui il ministro degli esteri dell'Iran Seyed Araghchi ha chiarito che il protocollo d'intesa (memorandum of understanding) non è mai stato così vicino.

Nell'intervista, il presidente ha riferito di aver preteso chiarimenti pubblici in merito alle notizie diffuse dai media iraniani sull'accordo e che Teheran si è scusata in privato per "aver diffuso informazioni false".

7 ore fa
Pakistan: «Raggiunto il testo concordato dell'accordo di pace tra Iran e USA»

«Possiamo confermare che è stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace». Lo afferma il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif su X.

«Il Pakistan sta lavorando a stretto contatto con entrambe le parti per definire i prossimi passi. La pace non è mai stata così vicina come ora», ha aggiunto Sharif.

7 ore fa
Araghchi: «Il memorandum mai così vicino alla conclusione»

«Il memorandum d'intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione. In attesa della sua finalizzazione, i media dovrebbero astenersi dal formulare speculazioni sul suo contenuto. In linea con il nostro approccio responsabile e trasparente, tutti i dettagli saranno condividi con il pubblico al momento opportuno». Così su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Araghchi.

Intanto, Araghchi e il ministro degli esteri francese, Jean-Noël Barrot, hanno avuto oggi una conversazione telefonica, durante la quale hanno discusso delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali. Lo riporta Irna.

Nel corso della conversazione, le due parti hanno anche discusso della recente situazione regionale e degli sviluppi diplomatici con la mediazione del Pakistan.

Dal canto suo, il vicepresidente JD Vance ha scritto su X che «gli iraniani non riceveranno soldi e fondi solo per la firma dell'accordo. L'intesa è strutturata in modo da dare priorità alle preoccupazioni degli Stati Uniti e degli alleati e se la Repubblica Islamica rispetterà i suoi obblighi, allora avrà benefici economici». Vance ha assicurato che Donald Trump farà ottenere agli Stati Uniti un «buon risultato in un modo o nell'altro».

8 ore fa
Katz: «No al ritiro dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e a Gaza»

«Israele non si ritirerà dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza. L'Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste, come insegnamento fondamentale tratto dagli eventi del 7 ottobre». Lo scrive in una nota il ministro della Difesa Israel Katz.

«Il presidente Usa - ha aggiunto Katz - sta attualmente portando avanti un accordo con l'Iran nell'ottica degli interessi americani, compreso l'interesse comune con Israele, ovvero impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Ci aspettiamo che sostenga questo principio e altri principi relativi ai missili e ai gruppi terroristici regionali». Secondo il ministro della difesa, «Israele deve garantire di avere anche la capacità di agire in modo indipendente in futuro per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari, e il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo ordinato all'esercito di prepararsi di conseguenza».

«Il nostro concetto di sicurezza è chiaro e preciso: stiamo combattendo - sostiene ancora Katz -contro minacce vicine e lontane e puntiamo a soluzioni definitive, non a compromessi o concessioni. Siamo determinati a continuare a perseguire una politica di sicurezza ferma che preservi i risultati raggiunti e non comprometta la nostra capacità di combattere l'asse del male sciita guidato dall'Iran e l'asse del male sunnita guidato dai Fratelli Musulmani».

Intanto, «in un attacco mirato ieri nella Striscia di Gaza, l'Idf ha eliminato Qasslam Hassan Saleh e Sami Jamil Abu Dalal, due comandanti di plotone della Jihad Islamica, nonché Ubay Mamoun Saleh Farwana, vicecomandante di compagnia di Hamas. I terroristi stavano pianificando attacchi imminenti contro le truppe israeliane, rappresentavano una minaccia immediata e sono stati eliminati con attacchi mirati». Lo comunica il portavoce di Idf in una nota.

9 ore fa
Trump: «L'intesa rivelata dall'Iran non ha nulla a che vedere con l'accordo»

«Le condizioni che l'Iran ha fatto trapelare ai media sono delle fake news che non hanno nulla a che fare con i termini concordati per iscritto. Ciò che hanno dichiarato (...) non ha alcun riscontro nella realtà».

Lo ha scritto il presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth.

«Sono persone estremamente sleali con cui trattare; con loro, la buona fede è un concetto inesistente». ha aggiunto Trump.

Su Truth, il presidente statunitense ha sottolineato che «l'attacco con droni della scorsa notte contro navi indiane in uscita dallo Stretto di Hormuz - attacco che è stato completamente respinto - è assolutamente inaccettabile». L'Iran «farebbe meglio a rimettersi in riga, e in fretta», ha aggiunto Trump.

Secondo quanto riportato da Fox, citando un funzionario della Casa Bianca, tra i punti dell'accordo con l'Iran vi sono la distruzione e rimozione del materiale nucleare, lo smantellamento del programma nucleare e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Fra gli altri punti c'è lo stop al finanziamento da parte dell'Iran di gruppi terroristici. L'accordo è basato sui risultati che l'Iran centrerà e richiede concessioni significative prima di ottenere aiuti o un alleggerimento delle sanzioni.

In precedenza, Trump ha affermato in un colloquio telefonico con il Corriere della Sera che «gli alleati europei non sono stati d'aiuto adesso, ma possono essere molto d'aiuto in futuro, dopo» l'intesa con l'Iran. Sui possibili sviluppi diplomatici con i partner dell'Ue in seguito a un accordo con Teheran, il leader americano ha replicato: «Non ne ho idea, dipende da loro».

9 ore fa
«Hezbollah rivendica l'uccisione di un soldato Idf vicino a Tiro»

Hezbollah ha rivendicato l'uccisione di un soldato israeliano dopo aver attaccato delle truppe in un edificio nella città di Chamaa, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale, a mezzogiorno. Lo scrive Al-Jazeera.

In un comunicato, ha affermato di aver utilizzato un drone «Ababil» per l'attacco, così come per un attacco a un veicolo militare israeliano nella città di Tayr Harfa, sempre nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale.

L'esercito israeliano ha intanto reso noto che l'aeronautica ha colpito e distrutto cinque lanciatori di razzi di Hezbollah utilizzati per sparare contro le truppe nel Libano meridionale, secondo quanto riferito dai militari. Lo riporta il Times of Israel.

L'aeronautica israeliana ha anche colpito un centro di comando di Hezbollah e alcuni suoi membri identificati vicino alle forze israeliane, aggiunge l'Idf, pubblicando filmati degli attacchi.

Dal canto suo, Hezbollah è fiducioso che l'Iran insisterà affinché il Libano sia incluso in un accordo con gli Stati Uniti, ha dichiarato un importante politico di Hezbollah, mentre crescono le speranze di un'intesa tra Teheran e Washington. Lo riporta il Times of Israel.

Hezbollah, fondato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane nel 1982, è entrato nel conflitto regionale a sostegno di Teheran il 2 marzo, aprendo il fuoco contro Israele e provocando un'offensiva israeliana che ha causato migliaia di morti in Libano.

I funzionari iraniani hanno ripetutamente insistito sulla necessità di porre fine ai combattimenti in Libano come parte integrante di qualsiasi accordo più ampio.

«Se l'accordo andrà in porto, abbiamo piena fiducia nella Repubblica islamica... Siamo fiduciosi che insisterà su qualsiasi accordo, compresa la questione del Libano», ha dichiarato Hassan Fadlallah, un politico di Hezbollah, in un estratto di un discorso trasmesso dall'emittente televisiva del gruppo, al-Manar.

Le forze israeliane hanno occupato vaste aree del Libano meridionale, dove oggi l'agenzia di stampa nazionale libanese ha segnalato nuovi raid aerei israeliani in diverse città e villaggi.

La scorsa settimana, Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema iraniana, ha affermato che Hezbollah ha «fatto grandi sacrifici» nella guerra e che il Libano «sarà parte integrante di qualsiasi accordo e di qualsiasi cessate il fuoco», secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. La guerra in Libano è continuata nonostante diversi cessate il fuoco annunciati dagli Stati Uniti, che hanno svolto un ruolo di mediatori nei colloqui tra i governi libanese e israeliano. Hezbollah non partecipa ai colloqui e ha chiesto al governo libanese di ritirarsi dal processo. Hezbollah ha respinto il piano, annunciato la settimana scorsa e sostenuto dagli Stati Uniti, che sarebbe subordinato al cessate il fuoco e al ritiro dei combattenti del gruppo dal Libano meridionale.

11 ore fa
Hezbollah: «Presi di mira soldati e veicoli militari israeliani»

Hezbollah ha rivendicato in un comunicato di aver preso di mira la notte scorsa soldati e veicoli militari israeliani a Chamaa, nell'estremo sud del Libano: lo riporta il giornale libanese L'Orient-Le Jour. Il gruppo armato ha affermato di aver utilizzato, per questo attacco, salve di razzi e colpi di artiglieria.

11 ore fa
L'IDF lancia un ordine di evacuazione per tre località in Libano

L'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per gli abitanti per tre località nel distretto di Sidone: Sarafand, Tefahta e Mazraat Sinay. È quanto reso noto su X dal portavoce militare israeliano in lingua araba, Avichay Adraee.

Nel messaggio, l'esercito israeliano afferma di avere come obiettivo Hezbollah e ordina agli abitanti di rifugiarsi a nord del fiume Zahrani, situato a sud della città di Sidone, capoluogo del distretto.

11 ore fa
Netanyahu: «L'Iran non avrà il nucleare, sono in pieno accordo con Trump»

«Finché sarò primo ministro di Israele, l'Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo punto. Da oltre 30 anni sono in prima linea nella lotta internazionale contro il programma nucleare iraniano. Se non fosse per questa lotta, l'Iran avrebbe avuto bombe atomiche per distruggere Israele molto tempo fa. L'Iran sta lavorando per distruggere lo Stato ebraico e io dedico la mia vita a impedirglielo e finché sarò premier di Israele, questo non accadrà».

Lo riferisce il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.

11 ore fa
Una possibile firma del memorandum potrebbe avvenire domenica tra Vance e Ghalibaf

Un memorandum d'intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra: lo scrivono Reuters sul sito e Bloomberg. La fonte ha affermato a Reuters che il testo del memorandum è ancora in fase di definizione e che l'Iran resta fermo sulla sua posizione, secondo cui l'accordo deve porre fine anche ai combattimenti in Libano.

L'obiettivo è definire la formulazione entro sabato, in modo che l'accordo possa essere firmato dal vicepresidente Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf. Non è ancora stata stabilita una sede, ma Ginevra sembra la più probabile.

12 ore fa
«Il Qatar ha trattato segretamente con l'Iran per mettere al sicuro gas»

Il Qatar, uno dei mediatori fra Iran e Stati Uniti, ha contattato segretamente Teheran all'inizio della guerra per proporle di non colpire l'impianto di gas Ras Laffan. In cambio Doha avrebbe sospeso unilateralmente la produzione di gas così da far schizzare i prezzi del dell'energia e mettere sotto pressione Stati Uniti e Israele per mettere fine presto alla guerra.

Secondo quanto riporta il Washington Post, il Qatar non ha ottenuto alcun impegno da parte dell'Iran anche se gli eventi delle settimane successive hanno indicato che l'intesa appariva come una strada percorribile, almeno temporaneamente.

13 ore fa
«Una firma in Svizzera? Solo un'illusione americana»

L'agenzia di stampa Fars News, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ha respinto le indiscrezioni su un imminente accordo con Washington. «Qualsiasi speculazione su una firma in Svizzera o su un incontro faccia a faccia non è altro che un malinteso delle proposte e un'illusione americana», ha affermato la testata, ripresa da Iran International.

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