
Il governo svedese vuole introdurre una "leva di protezione civile". Lo hanno annunciato il premier Ulf Kristersson insieme ai ministri della difesa Pål Jonson e della difesa civile Carl-Oskar Bohlin stamane, al margine della conferenza annuale sulla Difesa. Nel 2018, la Svezia ha reintrodotto la leva militare per 4000 persone l'anno e ora, oltre all'aumento nel numero di giovani chiamati a prestare servizio militare, si vuole introdurre l'opzione di prestare servizio civile. In particolare, si vuole dare priorità al potenziamento dei servizi di soccorso. "Giovedì il governo delibererà di affidare a Msb (la protezione civile svedese) l'incarico di attuare i preparativi per la reintroduzione del servizio civile in Svezia", ha detto Kristersson, riportato da Svt.
Verso le 3mila reclute all'anno
Ancora non si sa quante persone saranno chiamate a prestare servizio, ma Msb stima circa 3000 persone l'anno, secondo quanto riportato da Svt. La necessità di reintrodurre il servizio di leva civile nasce in seguito all'invasione dell'Ucraina che ha portato la Svezia ad aumentare le sue capacità di difesa e alla scelta di rinunciare al suo status storico di 'neutralità', con la domanda di unirsi alla Nato. Ora però, imparando dalle sfide in Ucraina, si punta sul potenziamento del servizio civile. "I servizi di soccorso comunali odierni non hanno la capacità necessaria per affrontare un attacco armato". ha detto il ministro Carl-Oskar Bohlin a Svt. Nel periodo della guerra fredda, la Svezia aveva un sistema di preparazione che coinvolgeva molte persone in diversi ruoli. Da medici e infermieri a insegnanti e tecnici capaci di riparare le reti elettriche. Secondo quanto affermato dal ministro Bohlin a Svt, si tornerebbe eventualmente a reintrodurre un simile sistema di preparazione.

