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Estero
La Svezia ammette di aver discriminato i rom
Redazione
12 anni fa

Un libro bianco del governo svedese sul trattamento riservato alle comunità rom e ad altre genti nomadi nel corso della storia del Novecento sta per essere pubblicato a Stoccolma e rappresenta un mea culpa che la Svezia ha deciso di rendere pubblico. Nel rapporto, presentato dal ministro per l'Integrazione Erik Ullenhag, emergono abusi sistematici e atteggiamenti xenofobi che narrano una pagina oscura della storia svedese. "Abbiamo un'eredità di pregiudizio e gli atteggiamenti xenofobi e razzisti che la società svedese sviluppò in particolare nella prima metà del Novecento, in alcuni casi sono attuali ancora oggi", ha spiegato Ullenhag che è tra gli autori del libro bianco. "Quella in cui ci siamo imbattuti è una parte sconosciuta e oscura della storia svedese, forse più oscura di quanto pensassi prima di cominciare questo lavoro", ha aggiunto, parlando con il Dagens Nyheter. Il rapporto si basa su interviste con i Rom o con altri gruppi nomadi, su materiale di archivio e ricerche indipendenti. Ciò che emerge è il comune sentire della popolazione: i Rom sono definiti "brutti, sporchi, buoni a nulla, da eliminare". Il problema, ha concluso Ullenhag, è che ci sono ancora rigurgiti di insofferenza e di razzismo e che è il web, con i suoi siti dedicati, a fare oggi lo sporco lavoro di fomentare l'odio e la discriminazione. "Non bisogna dimenticare - ha detto - che attualmente queste persone sono tra i gruppi sociali più vulnerabili in Svezia".

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