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"La Striscia come Nagasaki e Hiroshima"
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Keystone-ats
21 giorni fa
Sono le parole del deputato repubblicano del Michigan Tim Walberg durante un incontro con un gruppo dei suoi elettori.

Piuttosto che fornire aiuti umanitari a Gaza, gli Stati Uniti dovrebbero assicurarsi che la Striscia venga sottoposta a bombardamenti nucleari come lo furono "Nagasaki e Hiroshima" alla fine della seconda guerra mondiale. Sono le parole scioccanti pronunciate dal deputato repubblicano del Michigan Tim Walberg e registrate durante un incontro con un gruppo relativamente piccolo dei suoi elettori, secondo quanto riporta il Guardian. Parole che hanno suscitato una bufera, anche se il deputato ha cercato di correggere il tiro.

Israele è il più grande alleato degli USA

Gli Stati Uniti, ha sostenuto Walberg, non dovrebbero spendere un "centesimo" in aiuti umanitari a Gaza e farebbero meglio ad usare i fondi per aiutare Israele, il "più grande alleato degli Stati Uniti, probabilmente, ovunque nel mondo". "Dovrebbe essere come Nagasaki e Hiroshima", ha detto il deputato, sollecitando a "farla finita velocemente". Walberg ha auspicato anche di utilizzare i fondi per Kiev anziché per scopi umanitari per "sconfiggere in fretta" Vladimir Putin.

Le dichiarazioni di Walberg

Una volta che il video con le dichiarazioni di Walberg è diventato virale, il Council on American-Islamic Relations (Cair), la più grande organizzazione musulmana per i diritti civili degli Stati Uniti, ha condannato le sue parole come come un "chiaro appello al genocidio". "Questo... dovrebbe essere condannato da tutti gli americani che danno valore alla vita umana e al diritto internazionale", ha detto in una nota il direttore esecutivo del Cair, Dawud Walid. Sul web sono arrivare numerose critiche.

"I media hanno distorto le mie parole"

Walberg ha replicato che i media hanno distorto i suoi commenti e ha spiegato di aver usato "una metafora per trasmettere la necessità che sia Israele che l'Ucraina vincano le loro guerre il più rapidamente possibile", aggiungendo di rimanere "fermo nelle mie convinzioni e a fianco dei nostri alleati".