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Estero
'La stampa sputtana me e l'Italia'
Redazione
17 anni fa
Il premier italiano Silvio Berlusconi ha lanciato ieri la sua offensiva alla festa del PdL. Bersagli: la giustizia, la magistratura, il Pd e la stampa estera e italiana

"Non finirà come nel '94". L'obiettivo di Silvio Berlusconi è chiaro: impedire che "frange politicizzate della magistratura", con l'ausilio di una Corte costituzionale "di sinistra" e di una stampa che "sputtana il Paese", disarcioni chi è stato eletto "dalla volontà popolare". Anche su come raggiungere questo risultato il premier è netto: riformare la giustizia, separando i giudici dai pm; cambiare le norme sulle intercettazioni e forse, visto che non lo dice esplicitamente, ritoccando la Carta costituzionale. Se tutto questo avrà un seguito, quello di Benevento non sarà un discorso qualsiasi, ma l'annuncio di una svolta nella volontà di "riforme radicali" per il Paese.Forse non è un caso che Berlusconi decida di lanciare la sua offensiva in un comizio davanti ai suoi sostenitori in occasione della Festa del Popolo della Libertà (Pdl) organizzata dalla giovane deputata Nunzia De Girolamo. Così come non sembra casuale la concomitanza con la convenzione nazionale del Partito democratico (Pd).Che qualcosa bolla in pentola lo si capisce fin dalla premessa del Cavaliere: "Varrebbe la pena fare una profondissima riflessione" su ciò che sta accadendo in Italia, sui rapporti tra istituzioni e magistratura. Forse, aggiunge con un tocco di teatralità, "non siamo ancora pronti, ma lo dovremo fare". Di certo, aggiunge, "non credo sia normale che al presidente del Consiglio si rivolgano improperi, insulti e infamie".Poi un richiamo a Tangentopoli, al tempo in cui 'l'intervento della magistratura fece fuori tutti i protagonisti della politica". Oggi, aggiunge, "di diverso c'é il consenso del 68% degli italiani e il fatto che esista il Pdl". Il premier divaga: parla di nucleare, di Libia, sicurezza e immigrazione. Ricorda l'Italia "buona e generosa" dei vigili del fuoco e dei volontari che hanno aiutato l'Abruzzo e la paragona a quella di chi grida "vergogna e assassini". Un implicito riferimento alle contestazioni di ieri a Messina. Annuncia di voler introdurre il quoziente familiare con i ricavati della lotta all'evasione ed un piano per la costruzione di nuove carceri. Quindi torna al fulcro del suo ragionamento che è ben altro.Per spiegare dove vuole arrivare, il Cavaliere parte da lontano. Per la precisione dal '94. Ricorda l'avviso di garanzia durante il vertice di Napoli, il tradimento di Umberto Bossi convinto da Oscar Luigi Scalfaro ad abbandonare la maggioranza e la conseguente caduta del governo. Oggi, denuncia, "stanno cercando di fare la stessa cosa", ma "il governo porterà a termine la legislatura".Nel farlo, promette, farà la riforma della giustizia penale che è già pronta e prevede la separazione di giudici e pm. Del resto, aggiunge citando Francia e Gran Bretagna, "in moltissime democrazie i pm sono sottoposti all'esecutivo". L'altra cosa da fare è eliminare "quella patologia tutta italiana" che sono le intercettazioni telefoniche, poiché in Italia "il diritto alla privacy è calpestato" e per questo "permetteremo le intercettazioni soltanto in presenza di reati gravi".Riforme che il governo aveva rinviato in attesa del pronunciamento della Consulta sull'immunità temporanea delle alte cariche dello Stato. Quel lodo Alfano, bocciato dall'Alta Corte, contro la quale il Cavaliere si scaglia: ha "smentito se stessa", assumendo un "comportamento sleale" nei confronti del Parlamento. Così, prosegue, "non si può continuare e qualcosa dovremo pur fare perché non si ritorni alla situazione del '92-'93" e cioé a "un popolo che non conta niente, a una democrazia che non è più tale e ad un Parlamento sottoposto ad organismi politici come la Corte costituzionale che ha undici giudici di sinistra". Lui non lo dice, ma qualcuno nel Pdl già sostiene che qualcosa potrebbe essere una riforma della Costituzione, magari in senso presidenziale o comunque fare in modo che chi governa possa farlo "per l'intera legislatura".Berlusconi non risparmia nessuno. Non il Pd, accusandolo di non essere democratico e di avere come vero leader

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