
La sonda europea Juice, equipaggiata con strumenti svizzeri, è in viaggio verso le lune ghiacciate di Giove e si prepara a una doppia manovra inedita: sfiorerà prima la Luna e poi la Terra, un passaggio ravvicinato mai tentato prima. Il 19 agosto, Juice passerà a soli 700 chilometri dalla Luna e, 24 ore dopo, a 6.800 chilometri dalla Terra. "È la prima volta che si effettua una manovra di questo tipo, un doppio flyby passando prima vicino a un oggetto che in realtà può essere considerato una sorta di disturbo, la Luna, e poi usare la Terra per ottenerne una spinta", ha commentato l'ingegnere italiano Giulio Pinzan, Operations Engineer della la missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Juice).
Il ruolo della Svizzera
La Svizzera ha un ruolo cruciale nella missione: a bordo della sonda si trovano strumenti svizzeri, tra cui lo spettrometro di massa NIM, sviluppato dall'Università di Berna con il Laboratorio federale di prova dei materiali (Empa), e il rilevatore RADEM fornito dall'Istituto Paul Scherrer, che monitorerà l'attività solare e le radiazioni di Giove per tutta la durata del viaggio, otto anni.
Il passaggio tra luna e terra
La sonda dovrà attraversare uno stretto passaggio tra Luna e Terra per riceverne una spinta fondamentale per proseguire il suo lunghissimo viaggio verso Giove e alcune delle sue lune più interessanti, in particolare Ganimede, Europa e Callisto su cui potrebbero esistere le condizioni adatte alla vita e potranno rispondere a molti enigmi legati alla comprensione della nascita del Sistema Solare. Le manovre di passaggi ravvicinati attorno ai pianeti sono ormai usati spesso dalle missioni spaziali dirette verso luoghi remoti "ma solitamente queste manovre avvengono attorno a un singolo oggetto, di solito pianeti e solo varie ore dopo, o giorni, si hanno indicazioni precise sulla riuscita della manovra", ha spiegato Pinzan durante una conferenza stampa online organizzata dall'ESA. "Qui non abbiamo modo di correggere la traiettoria durante il passaggio tra Luna e Terra, c'è troppo poco tempo. Se dovessero esserci inaccuratezze tutto sarà amplificato quindi dobbiamo essere estremamente accurati nella fase di ingresso". Il primo obiettivo del passaggio ravvicinato è ovviamente l'inserimento nella giusta traiettoria che porterà la sonda a raggiungere Giove e le sue lune nel 2031 ma, secondo Claire Vallat -responsabile delle operazioni scientifiche- "La manovra sarà un'occasione unica per testare il funzionamento degli strumenti e poterli tarare su un oggetto, la Terra, che conosciamo bene".

