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Neuroscienze
La solitudine riprogramma il cervello favorendo il consumo di alcol
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Ats
3 ore fa
I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience, forniscono un potenziale bersaglio biologico su cui agire per trattare l'abuso di alcol derivante dall'isolamento sociale, un problema di salute pubblica che sta diventando sempre più diffuso

La solitudine può riprogrammare i circuiti del cervello favorendo il consumo di alcol: il meccanismo è stato osservato per la prima volta nei topi di sesso maschile, grazie a uno studio preclinico condotto negli Stati Uniti dai ricercatori della Northwestern University e del Salk Institute for Biological Studies. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience, forniscono un potenziale bersaglio biologico su cui agire per trattare l'abuso di alcol derivante dall'isolamento sociale, un problema di salute pubblica che sta diventando sempre più diffuso.

Lo studio

I ricercatori hanno condotto lo studio su topi adulti di entrambi i sessi, che sono stati inizialmente alloggiati in gruppo. Successivamente, alcuni animali sono stati trasferiti in gabbie singole per simulare l'isolamento sociale, mentre gli altri sono rimasti insieme come gruppo di controllo. Ogni giorno, per circa un'ora, è stata data loro la possibilità di bere da una bottiglia d'acqua o da una bottiglia contenente una soluzione alcolica al 15%.

Le loro scelte e i consumi sono stati monitorati per circa due settimane, durante le quali i topi maschi isolati hanno progressivamente aumentato l'assunzione di alcol, mentre le femmine l'hanno ridotta. Utilizzando microscopi miniaturizzati, i ricercatori hanno registrato l'attività di specifiche cellule cerebrali mentre gli animali si muovevano liberamente e sceglievano se bere alcol. Le cellule monitorate formano un circuito cerebrale che collega l'amigdala basolaterale (la struttura che elabora i segnali emotivi e di stress) alla corteccia prefrontale mediale (la regione che regola il processo decisionale).

Obiettivi futuri

Il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà capire quali meccanismi mantengano iperattivo questo circuito durante l'isolamento e in che modo le regioni cerebrali a valle contribuiscano agli effetti sul consumo di alcol. Sarà inoltre importante chiarire perché maschi e femmine rispondono in modo così diverso all'isolamento, verificando il possibile ruolo degli ormoni e di differenze più profonde nell'organizzazione e nel funzionamento dei circuiti cerebrali. Un ulteriore passo fondamentale sarà verificare se questi risultati siano riscontrabili anche nell'essere umano.