
All’indomani dell’inizio dell’operazione di terra dell’IDF per conquistare Gaza City, abbiamo contattato la responsabile della comunicazione di UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, Tess Ingram, che si trova ad Al Mawasi, nel sud della Striscia.
Com’è la situazione?
“Le operazioni militari a Gaza City si stanno intensificando già dalla metà di agosto. Quindi adesso è ormai un mese e abbiamo notato un aumento graduale dei bombardamenti e delle offensive di terra in città. Chiaramente, le notizie della notte ci dicono che potrebbe esserci un’ulteriore escalation, in particolare con un’offensiva terrestre nel centro di Gaza City. Questo diffonde paura nella popolazione, sono terribilmente preoccupati per cosa questo significhi per loro, per la sicurezza dei loro bambini e per la loro possibilità di ottenere aiuti. Ovviamente molte persone, viste queste circostanze, hanno deciso di fuggire. Ma questa non è davvero una scelta, è forzata, e le famiglie non hanno un posto sicuro in cui andare”.
E a Gaza City in particolare, cosa sta succedendo?
“La situazione a Gaza City è catastrofica. È il luogo dove la carestia è stata confermata, sappiamo che migliaia di bambini hanno bisogno di trattamenti per la malnutrizione. Diecimila bambini solo a Gaza City. Oltre a questo, c’è l’intensificazione dell’offensiva terrestre che uccide e ferisce bambini ogni giorno. Sono stata a visitare alcuni ospedali a Gaza City due settimane fa e ho incontrato bambini con ferite terribili, ferite da esplosivi. Ho visto una bambina a cui hanno dovuto amputare una gamba. E questo succede continuamente, con i bambini che riempiono le corsie degli ospedali. Chiaramente c’è gente che scappa guidata dalla paura. Ho appena visto qui, ad Al Mawasi, nel sud, una famiglia che, nel mezzo dell’ultima notte, quando gli attacchi sono aumentati, ha deciso: ce ne andiamo. Hanno camminato tutta la notte e sono arrivati qui senza niente. Non hanno una tenda, non hanno un materasso, hanno solo i vestiti che indossavano”.
Anche dove siete voi sentite gli attacchi?
“Sì, sentiamo bombardamenti tutto il giorno qui. Non capita solo a Gaza City, ma lungo tutta la Striscia di Gaza. Si sentono bombardamenti, si sentono cannoneggiamenti, si sentono sparatorie. Questa è la realtà della vita nella Striscia di Gaza ed è per questo che è così traumatizzante per i bambini, che hanno subito costantemente questi suoni per quasi due anni”.

