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Estero
"La più grande manifestazione dalla II Guerra Mondiale"
Redazione
12 anni fa
La Marcia Repubblicana contro il terrorismo e la paura sta inondando le strade di Parigi

Sono letteralmente inondate le strade di Parigi. Più di un milione di persone sono riunite a Place de la République armate di matite, blocchetti, cartelli, manifesti. Persino il monumento della Marianne è stato usato per scrivere parole di ricordo per questo storico giorno, e nessuno ha avuto da ridire, quasi fosse un dovere far partecipare anche lei.

"Je suis flic, juif, Charlie": così recitano gli slogan innalzati dai manifestanti, ad onorare tutte le vittime della strage di Parigi. Oppure: "Non hanno ucciso gli artisti, li hanno resi immortali".

Il corteo è partito alle 15 con in testa la classe dirigente di mezzo mondo. A mettersi in marcia sotto braccio, infatti, quasi cinquanta leader europei e mondiali, tra cui la presidente della Confederezione Simonetta Sommaruga, il segretario di Stato USA John Kerry, l'italiano Matteo Renzi, il britannico David Cameron, la tedesca Angela Merkel, lo spagnolo Mariano Rajoy.

Tra questi però, anche alcuni che sono stati criticati per non essere l'esatto esempio del rispetto per la libertà di stampa. È il caso del premier turco Ahmet Davutoglu, del capo della diplomazia russa Serguei Lavrov, del presidente della repubblica del Gabon Ali Bongo, del re e delle regina di Giordania Abdallah II e Rania, del capo del governo ungherese Viktor Orban, del ministro degli esteri egiziano Sameh Choukryou, del ministro dell’economia israeliano Naftali Bennett.

Tra i grandi assenti, invece, non si può non fare il nome della leader del Front National Marine Le Pen, il cui padre, Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito, ieri aveva detto sul suo blog "Mi sento molto toccato dalla morte di dodici concittadini francesi (...) ma sono quei nemici del Front National che non molto tempo fa chiedevano lo scioglimento del nostro partito con una petizione. Io non mi batto, io, per difendere lo spirito di Charlie, che è uno spirito anarco-trotskista perfettamente degradante per la moralità politica."

Nel frattempo, altre manifestazioni si stanno svolgendo in tutto il mondo: a Berlino, Milano, Londra, Vienna, ma addirittura in Mongolia, a UlanBato. A Gerusalemme, la manifestazione ha avuto come ospite anche il sindaco che ha detto "Gerusalemme è Charlie".

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