Cerca e trova immobili
Salute
La pillola abortiva nella bufera, Biden la difende
© Shutterstock
© Shutterstock
Keystone-ats
3 anni fa
Il giudice texano Kacsmaryk, nominato da Trump, ha deciso di sospendere un farmaco usato come pillola abortiva. Si è riacceso così uno scontro politico. Joe Biden: "Un tentativo senza precedenti di privare le donne delle libertà fondamentali".

Si riaccende negli Stati Uniti la battaglia sull'aborto, dopo il ribaltamento da parte della corte suprema della storica sentenza Roe vs Wade. Questa volta al centro dello scontro c'è il Mifepristone, il farmaco principale usato come pillola abortiva (in combinazione con il Misoprostol) in oltre metà delle interruzioni di gravidanza negli Usa, dove è sul mercato da 23 anni dopo l'autorizzazione della Food and Drug Administration (Fda, l'agenzia federale per gli alimenti e i farmaci) .

Decisioni opposte

Matthew Kacsmaryk, un controverso giudice federale del Texas, repubblicano nominato da Donald Trump, ha deciso di sospenderlo per ragioni di sicurezza, sposando la causa di alcuni medici e gruppi pro vita. Ma meno di un'ora dopo, Thomas O. Rice, un altro giudice federale dello stato (democratico) di Washington nominato da Barack Obama, ha preso una decisione opposta, decretando che la pillola resti in commercio in almeno 17 Stati democratici, quelli che hanno promosso un'altra causa, in questo caso contro la sospensione della pillola da parte della Fda. Entrambi i magistrati hanno rinviato l'entrata in vigore del loro provvedimento concedendo un settimana di tempo per eventuali ricorsi. Il dipartimento di giustizia e l'Agenzia federale per i farmaci hanno già annunciato l'impugnazione del provvedimento in Texas, ma è probabile che lo stallo legale finisca davanti alla corte suprema, dove Trump ha cementato una maggioranza conservatrice. Peraltro Kacsmaryk è un giudice della destra religiosa conservatrice, apertamente anti Lgbtq, che prima di essere nominato da Trump aveva attaccato le nozze gay e l'uso delle toilette per i transgender secondo il sesso con cui si identificano.

Un tema centrale per la campagna presidenziale

Nel frattempo si è riacceso lo scontro politico, destinato ad infiammare anche la campagna presidenziale. "La mia amministrazione si opporrà a questa decisione che è un tentativo senza precedenti di privare le donne delle libertà fondamentali", ha promesso Joe Biden. "Un precedente pericoloso", gli ha fatto eco Kamala Harris, mentre scendevano in campo tutti i principali big del partito, dalla senatrice Elizabeth Warren alla pasionaria Alexandria Ocasio-Cortez.

La reazioni

"Una decisione dannosa", ha commentato Planned Parenthood, la principale organizzazione americana per la pianificazione familiare. Cantano vittoria invece le associazioni pro life che hanno intentato la causa, ma i repubblicani (a parte qualche eccezione) sono rimasti relativamente calmi, temendo forse un altro effetto boomerang sulle elezioni, come successo a Midterm dopo la cancellazione della 'Roe vs Wade'.

Un tema caldo

Lo scontro evidenzia anche la crescente spaccatura tra stati 'red' e 'blue' (ovvero a maggioranza repubblicana o democratica), nonché il limite di un sistema giudiziario troppo politicizzato e ideologizzato, dove i magistrati non si autogovernano ma vengono eletti dal presidente (e confermati dal Senato) a livello federale o dai leader locali a livello statale. In questo caso un giudice federale di Amarillo, l'unico di questa città in mezzo al deserto texano, ha preso da solo una decisione che può avere un effetto a livello nazionale per milioni di donne, sospendendo un'autorizzazione dopo ben 23 anni con una sentenza incendiaria in cui parla di "aborto chimico" ed "esseri umani non nati" anzichè di feti. Ciò ha avuto un impatto devastante sulla fiducia nella Fda, accusata di non aver esaminato adeguatamente le evidenze scientifiche (quando invece ci sono oltre 100 studi sulla sicurezza e l'efficacia della pillola abortiva), e sugli investimenti delle case farmaceutiche.