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Estero
La Nuova Caledonia in preda a scontri, feriti e arresti
Redazione
17 anni fa

Automobili incendiate, lancio di gas lacrimogeni e di pietre, posti di blocco e barricate. Scenario da guerriglia urbana, da banlieue, che dopo aver fatto la sua comparsa qualche mese fa nel conflitto sindacale in Guadalupa, sembra conquistare altri territori francesi d'Oltremare. Da circa una settimana è la Nuova Caledonia, nell'Oceano Pacifico, ad essere il teatro di scontri 'metropolitani'. E la tensione aumenta. Tutto è cominciato il 28 maggio scorso, quando a seguito di incidenti scoppiati in una manifestazione promossa dal sindacato indipendentista Ustke, di estrema sinistra, a Numea, città principale dell'isola - contro il licenziamento di un'impiegata della compagnia aerea locale Aircal - il presidente del sindacato, Gerard Jodar, è stato arrestato e quindi condannato ad un anno di carcere. Questa decisione ha scatenato la collera dei sindacalisti, che da una settimana hanno moltiplicato le proteste, finora circoscritte alla periferia di Numea, provocando l'intervento della polizia. Una trentina di agenti sono rimasti feriti. Durante i disordini di oggi circa 13 persone sono state arrestate, mentre due gendarmi e quattro manifestanti sono stati feriti. A causa dei blocchi stradali e del clima di tensione e d'instabilità nell'isola, l'economia locale è fortemente perturbata e gli abitanti devono affrontare la penuria di alcuni prodotti come pane, farina e uova che incominciano a scarseggiare. "Questa situazione sta totalmente soffocando la nostra economia. Numerose piccole e medie imprese hanno cessato la loro attività in mancanza di rifornimenti", ha detto Nicole Moreau, la presidente dell'organizzazione imprenditoriale. "Aircal è solamente un pretesto. Ciò che vuole l'Ustke è creare tensione", ha dichiarato l'alto commissario Yves Dassonville. Per evitare il propagarsi del conflitto su tutta l'isola, Philippe Gomes, presidente del governo locale, ha ricevuto oggi i rappresentanti del sindacato e il presidente di Aircal, mentre la segretaria di Stato dell'Oltremare, Marie-Luce Penchard ha detto al quotidiano "France-Soir", che sta lavorando "per poter trovare una soluzione, perché nessuno in Nuova Caledonia è interessato a far precipitare la situazione". ATS

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