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La Norvegia espelle i siriani, a -35°
La Norvegia espelle i siriani, a -35°
La Norvegia espelle i siriani, a -35°
Redazione
11 anni fa
Sono iniziate le espulsioni verso la Russia. Le ONG insorgono: "Cacciati anche bambini piccoli e donne incinte"

Sta cambiando il vento per i profughi siriani in Europa. Finora nessuno di loro doveva temere il rimpatrio, a causa del conflitto che continua ad imperversare nel loro Paese di origine. Ma da qualche giorno a questa parte non è più così. Il primo Paese ad aver cambiato la propria politica è la Norvegia, che dopo aver sospeso Schengen ha già rimandato in Russia almeno 30 siriani.

Una decisione, quella del Governo norvegese, che sta allarmando le associazioni di difesa dei diritti umani. In primo luogo perché nessuno sa quale sarà il destino dei profughi depositati in Russia, ma anche, o forse soprattutto, per le proibitive condizioni meteorologiche che si ritrovano ad affrontare i siriani in un'area dove ieri, ad esempio, si registravano -35°.

E a dover affrontare queste condizioni non solo adulti sani. Il direttore della ONG "Human Rights Watch", Peter Bouckaert, ha scritto ieri su Twitter che tra gli espulsi figura pure una famiglia con una donna incinta, un bambino autistico e un bebé di 18 mesi.

Le ONG parlano di decine di profughi che scappano dai campi di accoglienza norvegesi a piedi, sfidando le polari temperature invernali, per sfuggire all'espulsione.

Ma Tor Espen Haga, portavoce del servizio immigrazione della polizia norvegese, ha ribadito che "le espulsioni non si fermano e che quello che succederà ai migranti una volta oltrepassato il confine norvegese è affare dei russi."

Il portavoce ha spiegato che solo nelle seconda metà del 2015, sono oltre 5'500 i profughi arrivati dalla Russia attraverso il valico di confine di Kirkenes, molti dei quali entrati in Norvegia in bicicletta, dato che l'attraversamento del confine a piedi è vietato. "Sono troppi" ha concluso.

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