
La "Nato ha condotto la scorsa notte attacchi multipli e deliberati contro il comando e vari centri di sostegno del regime di Gheddafi, tra cui infrastrutture di comunicazione usate per coordinare gli attacchi contro i civili, e il quartiere generale della 32/ma Brigata, situata a 10 chilometri a sud di Tripoli". Lo comunica l'Alleanza. In precedenza la tv libica aveva reso noto che all'alba bombardamenti della Nato avevano colpito aree nelle città libiche di Tripoli e Sirte. Le forze pro-Gheddafi hanno da parte loro ripreso i bombardamenti su Misurata, dove testimoni hanno visto feriti trasportati in ospedale. Lo ha riferito la ricercatrice di Amnesty International sul posto, sentita dalla Reuters. Nel frattempo, il presidente del Consiglio nazionale di transizione libico, Mustafa Abdul Jalil, si è recato oggi in visita a Roma dove ha incontrato il ministro degli esteri italiano Franco Frattini. "Il presidente Jalil ci ha parlato di diecimila morti" in Libia, ha detto Frattini al termine dell'incontro. "Sono vittime di un regime sanguinario" che ha provocato oltre "50-55mila feriti", ha aggiunto. In precedenza Frattini aveva affermato su Canale 5 che l'intervento in Libia "ha scongiurato un bagno di sangue". "Gheddafi ha usato addirittura le bombe a grappolo", ha detto il ministro italiano, spiegando che in Libia "per vincere sul piano militare ci sono altri strumenti che però la comunità internazionale non ha adottato" ricordando che in ambito Onu si è deciso di "non effettuare un attacco di terra". L'Eliseo ha annunciato che Jalil sarà domani a Parigi, dove incontrerà il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

