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Spagna
La moglie di Pedro Sánchez rinviata a giudizio, ritirato il passaporto
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Ats
6 ore fa
Alla «primera dama» sono stati imposti il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l'obbligo di firma ogni 15 giorni davanti al tribunale

Il giudice istruttore di Madrid, Juan Carlos Peinado, ha rinviato a giudizio Begoña Gómez, la moglie del premier Pedro Sánchez, e ha fissato una serie di misure cautelari riscontrando il rischio di fuga. Alla «primera dama» sono stati imposti il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l'obbligo di firma ogni 15 giorni davanti al tribunale, si apprende da un'ordinanza emessa oggi dal magistrato e citata dai media iberici, fra cui l'agenzia EFE.

Stesse misure cautelari anche per l'ex assistente di Gómez

Il giudice ha adottato le stesse misure cautelari anche nei confronti dell'ex assistente di Gómez al Palazzo della Moncloa (la sede del governo spagnolo), Cristina Álvarez, e l'imprenditore Juan Carlos Barrabés, a loro volta rinviati a giudizio. Alla consorte di Sánchez e agli altri imputati Peinado contesta quattro presunti reati: corruzione negli affari, malversazione, traffico di influenze e appropriazione indebita, legate alla gestione di Gómez di una cattedra presso l'Università Complutense di Madrid, co-diretta con Barrabés, e di un software per imprese sviluppato in ambito accademico.

La decisione

La decisione è stata presa dopo l'udienza preliminare che si era svolta lunedì alla presenza degli indagati davanti al giudici per le indagini preliminari del tribunale di Madrid, al termine di un'istruttoria durata oltre due anni, assieme alle altre parti del procedimento: la pubblica accusa e le accuse «popolari», di cui fanno parte gruppi di estrema destra, fra cui il partito VOX, rappresentate dall'associazione ultracattolica Hazte Oír («Fatti sentire»). Erano state queste ultime a sollecitare misure cautelari adducendo il rischio di fuga degli indagati. Mentre la Procura anticorruzione e le difese avevano nuovamente chiesto il proscioglimento e l'archiviazione del caso per insussistenza degli indizi di reato.

Il magistrato, dopo aver ascoltato le parti, aveva tre giorni di tempo per pronunciarsi sul rinvio a giudizio o l'archiviazione. La decisione è arrivata oggi, dopo che ieri Peinado aveva aperto un nuovo filone dell'indagine, che riguarda un contratto da 4 milioni di euro, finanziato con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FEDER) dell'UE, gestito dalla società pubblica spagnola per la trasformazione digitale Red.es, assegnato a un'unione temporanea di imprese (UTE), di cui fa parte anche Innova Next, azienda di Barrabés. Il magistrato ha poi precisato che la «primera dama» non è formalmente indagata in questo nuovo filone, che ipotizza reati di presunta prevaricazione e frode ai danni dei fondi dell'Unione europea.