
Sarebbe il jihadista ceceno super-ricercato Akhmed Chatayev, ora affiliato all'Isis, la 'mente' dell'attacco all'aeroporto Ataturk di Istanbul, che martedì sera ha provocato 44 morti. Lo sostiene il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak. Chatayev è ritenuto a capo di una cellula caucasica dello Stato islamico, con almeno 130 combattenti operativi. In base a quanto ricostruito da media locali, il jihadista sarebbe fuggito 12 anni fa dalla Russia, da cui è ricercato, e in passato avrebbe anche ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato in Austria. L'uomo è stato arrestato in Bulgaria nel maggio 2011 su mandato di cattura dell'Interpol richiesto dalla Russia. Lo ha annunciato la tv pubblica Bnt.
In primo grado il tribunale di Haskovo, nella Bulgaria meridionale, aveva sentenziato la sua estradizione in Russia, ma in seguito la Corte d'appello di Plovdiv aveva annullato la sentenza in quanto era risultato che Chatayev aveva lo statuto di rifugiato in Austria, Paese con il quale la Bulgaria ha un accordo di riammissione di rifugiati.
Chatayev era ricercato dalle autorità russe per finanziamento e organizzazione di attività terroristiche. Il ceceno era stato arrestato dalla polizia bulgara al punto di frontiera Kapitan Andreevo mentre stava per entrare in Turchia.
Chatayev era stato inoltre arrestato nel 2008 in Svezia per traffico illegale di armi dalla Germania e condannato a 16 mesi di prigione. Lo riferiscono media locali, aggiungendo che era poi stato rilasciato dal carcere nel gennaio 2009.
Secondo fonti di intelligence, Chatayev si troverebbe ora in Siria. Il suo presunto ruolo nell'attacco di Istanbul è stato riferito alla Cnn anche dal deputato Usa Michael McCaul, a capo della commissione per la sicurezza nazionale. Ieri, i 3 kamikaze sono stati identificati come cittadini provenienti da Uzbekistan e Kirghizistan, nell'Asia centrale, e dal Daghestan, repubblica russa confinante con la Cecenia.
L'antiterrorismo turco ha compiuto all'alba di oggi un nuovo blitz contro una presunta cellula dell'Isis a Istanbul, sospettata di legami con l'attacco di martedì sera all'aeroporto Ataturk.In manette, secondo quanto riferisce Haberturk, sono finiti 11 stranieri, che si trovavano nella stessa abitazione nel quartiere periferico di Basaksehir. Tra loro, alcuni hanno passaporto russo, probabilmente provenienti dalle repubbliche caucasiche, come Cecenia o Daghestan. Il totale dei fermati in relazione all'attacco sale così a 24, di cui 15 stranieri.
Sempre nella giornata di oggi, l'esercito turco ha ucciso la presunta mente dell'attentato di Ankara del 17 febbraio scorso, in cui 29 persone furono uccise nell'esplosione di un'autobomba al passaggio di un convoglio militare.
L'uomo, Mehmet Sirin Kocakaya, è stato ucciso durante un'operazione antiterrorismo contro il Pkk curdo a Lice, nella provincia sudorientale di Diyarbakir. Lo riferisce l'agenzia statale Anadolu, citando fonti di sicurezza.
In precedenza, per l'attacco erano state fermate 15 persone. L'azione era stata rivendicata dal gruppo estremista curdo Tak (Falconi per la liberazione del Kurdistan).
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