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Estero
La guerra vista dalla Russia
Daniele Coroneo
4 anni fa
È una Mosca apparentemente tranquilla quella che ha incontrato Luca Steinmann, che però commenta: “C’è incertezza per il futuro, molti giovani stanno lasciando il Paese”

È una Russia che, di primo acchito, sembra non accusare i contraccolpi della guerra quella che descrive a Ticinonews il giornalista Luca Steinmann, che in questi giorni si trova a Mosca. “Le strade sono piene, caotiche, piene di gente che va a lavorare”. C’è però un “ma”: “Parlando con le persone ci si rende veramente conto, specialmente nelle città, dell’esistenza di una grande preoccupazione”.

Futuro incerto
Timori che, secondo il giornalista italo-svizzero, portano sul ruolo della Russia nel mondo: “Si percepisce che si sta andando verso un nuovo standard nei rapporti internazionali, nel quale la popolazione russa sarà privata degli accessi di cui ha disposto finora nei confronti dell’Occidente”. Una sensazione non solo legata a un luogo, ma anche a una generazione: “Ho parlato con diversi giovani di età compresa fra i 25 e i 35 anni. Molti di loro stanno considerando di lasciare la Russia, se addirittura non l’hanno già fatto”. A pesare è l’incertezza, pure economica, che grava sul loro futuro: “Con la svalutazione del rublo non sanno nemmeno quanto varranno i loro stipendi”.

Città e campagna
Una divisione fra aree urbane e rurali è, secondo Steinmann, riscontrabile anche nella percezione del conflitto in corso. “Nelle città di Mosca e San Pietroburgo, dove molti parlano inglese, ci si informa spesso anche attraverso media internazionali che sfuggono al controllo di Stato russo. In questa fetta di popolazione vedo una sempre crescente ostilità nei confronti delle decisioni di Putin, anche da parte di persone che, fino a poche settimane fa, sostenevano a spada tratta il presidente. Comunque, una parte importante della popolazione russa, difficile da quantificare, continua a spalleggiare Putin”.

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