
La fitta agenda d’incontri al vertice è proseguita oggi a Bruxelles, con una nuova sfilata di capi di Stato del blocco occidentale. La prima giornata del Consiglio europeo si è conclusa con un’intesa, raggiunta nel cuore della notte fra UE e USA, sull’istituzione di una Task force per ridurre la dipendenza energetica europea dalla Russia.
In mattinata, in una conferenza stampa congiunta di Joe Biden e Ursula Von der Leyen sono arrivati i primi dettagli: gli Stati Uniti si attiveranno per fornire all’Europa 15 miliardi di metri cubi di gas naturale liquido nel 2022, quantitativi che saliranno a 50 miliardi fino al 2030. L’Unione europea farà sì che i suoi membri potenzino l’infrastruttura per lo stoccaggio di queste risorse energetiche. Infrastruttura utile nell’ottica di una transizione energetica verso altre fonti, come l’idrogeno. “Stiamo lavorando insieme per un futuro, pacifico, prospero e sostenibile. E sono certa che ce la faremo”. Ha affermato Ursula Von der Leyen. La guerra sta portando ad una ridefinizione delle sfere d’influenza sul vecchio continente. La continuità territoriale fra Unione Europea e Russia sta venendo soppiantata da quella oceanica, con gli Stati Uniti quale interlocutore principale.
In questo quadro macroscopico s’inserisce anche l’Artico: che con il progressivo scioglimento dei ghiacci, diventerà sempre di più un corridoio strategico. La NATO organizza in forma biennale l’esercitazione Cold Response, che sta avendo luogo proprio in questo periodo in Norvegia. Manovre militari che coinvolgono oltre 30mila truppe da 27 paesi e che alla luce del conflitto in Ucraina assumono un nuovo significato. Il segretario generale NATO, in visita in Norvegia, è stato molto trasparente in questo senso: “Negli ultimi anni abbiamo osservato un aumento dell’attività militare della Russia in questa zona. I russi stanno riattivando le basi dell’era sovietica e qui provano nuovi armamenti. L’artico è anche la casa della flotta strategica dei sottomarini russi. Questa espansione dell’attività militare russa rappresenta una seria sfida alla stabilità e alla sicurezza dell’Alleanza nell’estremo nord. Osserviamo anche un crescente interesse cinese per la regione e la Cina si è definita uno stato vicino all’artico che intende accrescere la sua presenza. Per tutte queste ragioni, l’estremo nord è un’area d’importanza critica per tutti gli Alleati”.
È come un risiko, che si compie mentre intere città vengono rase al suolo, mentre militari e civili continuano a morire sul campo e mentre il numero di profughi fuggiti dall’Ucraina ha raggiunto i 3,7 milioni. Per vedere un numero così alto di profughi in così poco tempo, occorre tornare indietro alla Seconda guerra mondiale. Siccome il periodo non sembrava sufficientemente fonte di preoccupazioni, ieri in un tripudio di propaganda, la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico intercontinentale. Un atto condannato anche dalla Confederazione, che ha richiamato Pyongyang al rispetto della moratoria sui test nucleari. Proprio da Berna arriva la notizia che il quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia entrerà in vigore questa sera alle 23.
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