
Lo Stato francese è stato condannato a pagare un euro simbolico di riparazione per “inazione” dinanzi ai cambiamenti climatici e quindi di non rispettare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi sul clima del 2015. La causa era stata avviata dalle associazioni Greenpeace, Oxfam, Fondazione Nicolas Hulot e Notre Affaire à tous.
Le quattro associazioni nel 2018 avevano raccolto 2,3 milioni di firme a una petizione al governo francese dal titolo “L’affaire du siècle”, in cui chiedevano di fare di più contro il cambiamento climatico. Non soddisfatte della risposta dell’esecutivo, hanno intentato una causa legale presso il tribunale amministrativo. Oggi la sentenza dopo circa due settimane di processo. Per il sito Reporterre si tratta di una decisione “storica”.
Non solo la Francia
L’Ungheria ha violato in modo sistematico e continuato i limiti dell’UE per il particolato (PM10). Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea. Nella sentenza i giudici hanno ribadito, come nel caso della stessa decisione presa contro l’Italia nel novembre 2020, che secondo le norme dell’UE le condizioni topografiche e climatiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti non sono sufficienti a esonerare gli Stati dalla responsabilità del superamento dei valori limite. L’Ungheria - sono le conclusioni della Corte - non ha adottato in tempo utile le misure appropriate per assicurare che il periodo di superamento dei limiti fosse il più breve possibile nelle zone interessate.
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