

«Lo Stretto di Hormuz sarà completamente riaperto a partire da venerdì», giorno della firma del protocollo d'intesa tra Iran e Stati Uniti a Ginevra. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump a margine di un colloquio con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, al vertice del G7 a Évian-les-Bains, sulla riva francese del Lemano, precisando che «non ci saranno pedaggi'' per le navi che passeranno da Hormuz. ''L'Iran sta rimuovendo le mine proprio in questo momento», ha aggiunto.
Rivolgendosi ai cronisti presenti al summit delle sette maggiori economie liberali al mondo, Trump ha promesso di rendere pubblico il testo dell'accordo con l'Iran «entro un paio di giorni» e ha persino ipotizzato di leggerlo integralmente davanti alle telecamere.
Il presidente statunitense ha spiegato di essere in attesa di un «contesto formale» prima di divulgarlo pubblicamente. «Vorrei prima avere un contesto formale per farlo, ma non ho alcun problema a renderlo pubblico: è un documento straordinario», ha dichiarato.
Iran non avrà arma nucleare
«Ecco cosa dice: l'Iran non avrà mai un'arma nucleare», ha aggiunto Trump. «Probabilmente terrò una conferenza stampa e ve lo leggerò parola per parola, così la stampa potrà riportarlo con precisione, perché è un documento molto importante», ha sottolineato Trump, spiegando che «tra un paio di giorni esaminerò il documento con i media».
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, intervenendo oggi alla cerimonia di posa della pietra di un nuovo insediamento a sud di Hebron, ha annunciato di avere annullato alcuni elementi degli Accordi di Hebron. L'intesa fu siglata nel 1997 da Netanyahu e Arafat nell'ambito degli Accordi di Oslo, creando la divisione della città in Area H-1 (circa l'80%) sotto il controllo palestinese, e Area H-2 sotto controllo israeliano, dove si trova anche la Tomba dei Patriarchi.
L'annullamento implica che i poteri di pianificazione e costruzione nell'insediamento ebraico di Hebron e nella Tomba dei Patriarchi, non saranno più gestiti dal municipio di Hebron, ma torneranno sotto la piena gestione di Israele.
«Per molti anni è rimasta in vigore una delle clausole più assurde degli Accordi di Oslo, in cui i poteri relativi all'insediamento ebraico di Hebron dipendevano dal comune di Hebron, noto per il suo atteggiamento ostile», ha dichiarato Smotrich.
La firma del memorandum d'intesa tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra «avverrà in Svizzera», presumibilmente venerdì, «ma il luogo esatto non è ancora stato determinato». Lo ha dichiarato il il viceministro degli esteri Majid Takht-Ravanchi, citato dalla televisione di stato, confermando che «il prossimo round di negoziati inizierà subito dopo».
Per la delegazione di Teheran, all'attuazione ufficiale del cessate il fuoco parteciperà il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, mentre dagli Stati Uniti giungerà il vicepresidente JD Vance, ha detto Majid Takht-Ravanchi.
In precedenza il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che l'attuazione ufficiale del cessate il fuoco, nell'ambito del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, inizierà venerdì, giorno in cui il memorandum sarà firmato.
Araghchi ha inoltre ribadito che il nuovo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti si terrà in Svizzera e ha affermato che i negoziati sono divisi in due fasi: «La prima riguarda la fine della guerra, lo Stretto di Hormuz, il rilascio dei fondi iraniani congelati e la ricostruzione. I negoziati continueranno per 60 giorni e affronteranno la questione nucleare e la revoca delle sanzioni».
Secondo il diplomatico iraniano, il memorandum d'intesa prevede «la fine immediata e definitiva della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano», ha riportato il giornale israeliano Ynet.
Nonostante l'avvertimento dell'Iran secondo cui la continuazione degli attacchi israeliani contro il Libano violerebbe l'accordo con gli USA, l'agenzia di stampa statale libanese NNA riferisce questa mattina di un bombardamento di artiglieria israeliana contro la periferia di al-Rayhan, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale.
Lo rilancia il Guardian, secondo cui la NNA ha anche riportato che un drone ha colpito un furgone nel distretto di Bint Jbeil, sempre nel Libano meridionale. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime in entrambi i casi.
Ieri sera, Hezbollah ha rivendicato di aver respinto un attacco contro soldati israeliani che avanzavano verso Kfar Tebnit, una città a circa sei chilometri a nord del fiume Litani e vicino alla città di Nabatieh, nel sud del Paese.
In una lettera inviata martedì ai soldati, il capo dell'Aeronautica israeliana Omer Tischler ha confermato che una prevista ondata di attacchi su larga scala contro l'Iran è stata annullata l'8 giugno scorso, poco prima del decollo dei caccia, come riferiscono i siti di notizie israeliani. Prima della cancellazione dell'operazione, la scorsa settimana l'aeronautica militare statunitense aveva colpito alcuni obiettivi in Iran in risposta al lancio di missili iraniani contro Israele.
«Parallelamente alla battaglia difensiva, l'aeronautica ha lanciato un'offensiva a 1.500 chilometri dalla patria. Nel giro di poche ore, decine di obiettivi in Iran sono stati colpiti, danneggiando significativamente il sistema di difesa aerea iraniano e colpendo ulteriori componenti del regime», ha scritto Tischler. Ma l'operazione pianificata su larga scala non è andata avanti. «L'intera Aeronautica militare era pronta a decollare per una vasta operazione di attacco» che avrebbe incluso raid contro centinaia di obiettivi nel cuore dell'Iran, ma l'operazione è stata interrotta mentre eravamo al briefing negli squadroni, appena un'ora prima della partenza per la missione«, ha affermato il capo dell'Aeronautica.
L'attacco previsto è stato annullato dal primo ministro Benjamin Netanyahu dopo che il presidente Donald Trump ha deciso di non intensificare il conflitto con l'Iran, riferiscono i media israeliani.
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i prossimi negoziati tra Stati Uniti e Iran saranno suddivisi in due fasi. La prima fase riguarderà questioni come lo status dello Stretto di Hormuz, il blocco navale statunitense e la ricostruzione dopo i bombardamenti israelo-americani delle infrastrutture iraniane, ha affermato, citato da Al Jazeera. Una fase successiva dei negoziati tratterà la questione del nucleare e l'allentamento delle sanzioni, che saranno risolte in un accordo finale, ha aggiunto.
Inoltre, citato da Al Jazeera, Araghchi ha precisato che «la continuazione dell'occupazione israeliana del territorio libanese è una violazione del memorandum d'intesa» tra Iran e USA, sottolineando che la fine della guerra in Iran e in Libano è interconnessa. Qualsiasi attacco israeliano al Libano d'ora in poi «non sarà mai accettato», ha aggiunto il ministro degli esteri della Repubblica islamica.
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i colloqui con gli Stati Uniti su un accordo definitivo riguardante il programma nucleare di Teheran inizieranno probabilmente venerdì. «Probabilmente venerdì, in un luogo da definire... inizierà un nuovo ciclo di negoziati tra l'Iran e gli Stati Uniti per raggiungere un accordo definitivo», ha affermato Araghchi durante un briefing con i diplomatici stranieri trasmesso dalla televisione di stato.
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i colloqui con gli Stati Uniti su un accordo definitivo riguardante il programma nucleare di Teheran inizieranno probabilmente venerdì. «Probabilmente venerdì, in un luogo da definire... inizierà un nuovo ciclo di negoziati tra l'Iran e gli Stati Uniti per raggiungere un accordo definitivo», ha affermato Araghchi durante un briefing con i diplomatici stranieri trasmesso dalla televisione di stato.
Il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha affermato di credere che Israele aderirà all'accordo tra Stati Uniti e Iran in fase di negoziazione.
«Sappiamo che questo accordo renderà Israele più sicuro, e renderà più sicura l'intera regione», ha dichiarato Vance a NBC News in un'intervista. «Ho notato molta disinformazione su questo accordo, a volte nei media iraniani, a volte in quelli israeliani», ha spiegato.
«Crediamo fermamente che quando il popolo israeliano comprenderà il contenuto di questo accordo, lo vedrà come una via verso un nuovo Medio Oriente, verso la pace e la prosperità nella regione», ha aggiunto Vance. «Questo è tutto ciò che possiamo chiedere. Siamo abbastanza fiduciosi che gli israeliani lo accetteranno quando saremo un po' più avanti nel processo», ha proseguito.
Ad una domanda sulle dure critiche pubbliche rivolte a Netanyahu dal presidente Donald Trump negli ultimi giorni, Vance ha risposto che «Israele è spesso un buon partner, abbiamo interessi comuni, ma a volte capita di non essere d'accordo su alcune questioni».
Vance ha aggiunto che «è assolutamente normale, anche con i nostri alleati più stretti, dal Regno Unito a Israele, a volte abbiamo divergenze di opinione».
«L'Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari. Inoltre, la storia secondo cui gli Stati Uniti starebbero pagando a Teheran 300 milioni di dollari è una fake news diffusa dai democratici». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, sul suo social Truth. Il tycoon ha scritto 'milioni', ma probabilmente si riferisce al fondo da 300 miliardi di dollari per l'Iran di cui ha parlato anche il suo vice JD Vance.
Le indiscrezioni di Axios
Se l'Iran e gli Stati Uniti raggiungeranno un accordo nucleare definitivo, Washington ritirerà entro 30 giorni le forze mobilitate per il conflitto e revocherà tutte le sanzioni contro Teheran secondo un calendario prestabilito. Lo riporta Axios, citando alcune fonti. Inoltre, il memorandum di intesa fra Iran e Stati Uniti prevede che l'Iran mantenga lo status quo del proprio programma nucleare finché proseguiranno i negoziati; da parte loro, gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni né schiereranno ulteriori forze nella regione.
Nel frattempo, rispondendo alle polemiche che si sono sollevate sul possibile fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran, il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato in un'intervista a Fox che Teheran non riceverà mai un centesimo del denaro dei contribuenti statunitensi. Nella stessa intervista, Vance ha dichiarato: «Distruggeremo l'uranio arricchito insieme agli iraniani».

