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«La deportazione di bambini ucraini è un crimine contro l'umanità»
© AP Photo/Evgeniy Maloletka
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un giorno fa
A sostenerlo è un'indagine delle Nazioni Unite – Dall'inizio dell'invasione da parte di Mosca nel febbraio 2022, il database nazionale ucraino «Figli della guerra» ha documentato 20mila casi di bambini ucraini rapiti dai territori occupati – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
15 ore fa
Droni ucraini contro una stazione di compressione del gas

Il monopolista russo del gas, Gazprom, ha riferito che la stazione di compressione Russkaya, nella Russia meridionale, è stata attaccata da droni ucraini. «Oggi è stato lanciato un altro attacco aereo contro un'infrastruttura di trasporto del gas nella Russia meridionale: la centrale di compressione Russkaya», si legge nel comunicato dell'azienda russa su Telegram.

La società statale ha segnalato anche altri attacchi, avvenuti in precedenza. «Ieri - ha riferito Gazprom - sono stati registrati attacchi alle stazioni di compressione Beregovaya e Kazachya. In totale, nelle ultime due settimane, a partire dal 24 febbraio, gli impianti Gazprom nella Russia meridionale sono stati attaccati 12 volte. L'azienda ha sottolineato che questi impianti garantiscono l'affidabilità delle forniture per l'esportazione tramite Turkish Stream e Blue Stream. Tutti gli attacchi sono stati respinti».

Secondo il ministero della Difesa russo, l'obiettivo degli attacchi delle forze armate ucraine agli impianti di Gazprom è interrompere le forniture di gas ai consumatori europei. «La notte dell'11 marzo, il regime di Kiev, nel tentativo di interrompere le forniture di gas ai consumatori europei, ha lanciato un altro attacco con droni ad ala fissa contro l'infrastruttura della stazione di compressione Russkaya nel villaggio di Gai-Kodzor (Territorio di Krasnodar), che fornisce gas tramite il gasdotto Turkish Stream», ha affermato il ministero in una nota, citata dall'agenzia Ria Novosti.

16 ore fa
Lugano accoglie l’Ambasciatrice ucraina: dialogo su cooperazione e sostegno umanitario

Il sindaco Michele Foletti e il vicesindaco Roberto Badaracco hanno accolto oggi a Palazzo Civico Iryna Venediktova, ambasciatrice dell’Ucraina in Svizzera.

L’incontro ha offerto l’occasione per rinnovare la vicinanza della Città al popolo ucraino e per approfondire diversi temi, tra cui il sostegno ai profughi e l’assistenza umanitaria. L’Ambasciatrice Venediktova ha ringraziato la Città di Lugano per la solidarietà e per il sostegno offerti, sottolineando come l’Ucraina necessiti tuttora di aiuti concreti, inclusi mezzi di soccorso sanitario come le ambulanze, indispensabili per l’assistenza alla popolazione civile.

«Da oltre quattro anni il popolo ucraino resiste eroicamente per difendere la propria libertà e indipendenza, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane», ha dichiarato il sindaco Michele Foletti durante il suo intervento. «Seguiamo con sgomento le notizie dei continui e indiscriminati bombardamenti dell’esercito russo, che causano nuove vittime civili, colpiscono edifici residenziali e infrastrutture energetiche, lasciando migliaia di persone senza luce né riscaldamento. Gli attacchi contro la popolazione inerme sono atti indegni e intollerabili, che offendono i principi fondamentali dell’umanità e violano gravemente il diritto internazionale». Il sindaco ha ricordato l’aiuto concreto che Lugano ha saputo offrire con spirito di solidarietà e umanità. «La Città ha fornito un contributo significativo a favore delle persone colpite dal conflitto, accogliendo numerosi profughi in fuga dalla guerra; a Lugano vivono attualmente oltre 730 cittadini di nazionalità ucraina. Parallelamente, sono state promosse iniziative di assistenza umanitaria e di sostegno alla popolazione. In continuità con questi sforzi, accolgo con favore anche la recente approvazione, da parte del Consiglio federale, di un pacchetto di aiuti destinato alla fornitura di beni energetici».

L’auspicio è che la diplomazia e l’impegno della comunità internazionale possano aprire al più presto la strada verso una pace giusta e duratura.

17 ore fa
«La delegazione ungherese in Ucraina non ha status ufficiale»

Kiev ha rifiutato di riconoscere lo «status ufficiale» di una delegazione ungherese arrivata in Ucraina, insieme a rappresentanti slovacchi, per «stabilire un dialogo» sulla riattivazione di un oleodotto, oggetto di una situazione di stallo tra con Budapest.

«Sul territorio ucraino, questo gruppo non ha uno status ufficiale e non sono previsti incontri ufficiali, quindi è certamente scorretto chiamarli 'delegazione'», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Georgiy Tykhy.

19 ore fa
«Mosca sostiene una campagna di fake news per far rieleggere Orbán»

L'amministrazione di Vladimir Putin ha approvato una campagna segreta di disinformazione elaborata dalla Social Design Agency, società di consulenza mediatica legata al Cremlino e soggetta a sanzioni occidentali, per favorire la rielezione del premier ungherese Viktor Orbán al voto del 12 aprile. Lo riporta il Financial Times online, che ha preso visione della proposta redatta dall'agenzia alla fine dello scorso anno.

Il piano prevede «attacchi informativi» contro il leader d'opposizione Péter Magyar, l'uso di influencer locali per diffondere contenuti russi e il rafforzamento dell'immagine di Orbán come unico leader in grado di mantenere la sovranità dell'Ungheria.

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e diversi altri paesi occidentali, ricorda il quotidiano della City, hanno aggiunto l'agenzia russa e i suoi dirigenti alle loro liste di sanzioni nel 2024 per aver condotto una vasta campagna online nota come Doppelgänger, che ha pubblicato fake news e deepfake generati dall'intelligenza artificiale per alimentare il sentimento anti-ucraino.

A differenza di Doppelgänger, osserva ancora il Ft, la campagna vuole «apparire locale» inondando i social media con «messaggi ideati in Russia e pubblicati da personalità influenti ungheresi». Secondo il foglio finanziario, l'agenzia avrebbe contattato circa 50 personalità pro-Orbán e circa 30 esponenti dell'opposizione che potrebbero essere utilizzati per diffondere i suoi contenuti.

un giorno fa
Il punto alle 7.30

Un'indagine delle Nazioni Unite ha stabilito che la deportazione forzata e il trasferimento di bambini ucraini in Russia durante la guerra in Ucraina costituiscono crimini contro l'umanità, scrive The Kyiv Independent.

Dall'inizio dell'invasione da parte di Mosca nel febbraio 2022, il database nazionale ucraino «Figli della guerra» ha documentato 20mila casi di bambini ucraini rapiti dai territori occupati dalla Russia e portati in Russia o in aree controllate da Mosca.

«La Commissione ha concluso che i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra commessi dalle autorità russe hanno preso di mira i bambini, che sono tra le vittime più vulnerabili», ha affermato un rapporto della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sull'Ucraina.

Si prevede che il rapporto verrà presentato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il 12 marzo. Secondo il documento, la commissione, che ha studiato 1.205 casi di rapimenti di minori in Russia e condotto oltre 200 interviste, ha concluso che i rapimenti costituivano «un modello di condotta ben consolidato, a indicare che questi atti sono stati diffusi e sistematici».

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