
Elon Musk torna a pronunciarsi su questioni di politica internazionale. Nella giornata di oggi, in occasione di un'intervista al Financial Times, l'imprenditore ha affermato che un modo di diminuire le tensioni tra Taiwan e Beijing sarebbe quello di fare alcune concessioni alla Cina, che negli scorsi mesi non ha mai nascosto di voler riconquistare l'isola - con la forza, se necessario.
Taiwan dovrebbe accettare il modello di Hong Kong
Secondo lo stesso, Pechino potrebbe offrire a Taiwan un sistema dietro il modello di "una nazione, due stati" simile a quello adottato per anni con Hong Kong, ma in un formato più "indulgente", riporta Reuters. Sempre secondo la stessa testata, la Cina avrebbe già fatto a Taiwan un'offerta in questo senso. Dal canto suo a Taipei l'offerta in questione non ha riscosso successo tra nessuno dei maggior partiti, né a livello di opinione pubblica, specie dopo l'adozione della legge sulla sicurezza nazionale del 2020 ad Hong Kong.
"Taiwan non lo permetterà"
Diversi esponenti politici taiwanesi hanno reagito alle affermazioni di Musk. Wang Ting-yu, membro della commissione di affari esteri e difesa del parlamento è stato particolarmente diretto: "le imprese individuali indipendenti non prendono alla leggera il loro diritto alla proprietà; dunque perché dovrebbero gettare al vento le libertà democratiche, la sovranità e lo stile di vita di 23 milioni di taiwanesi? Non è accettabile per l'Ucraina, e di certo Taiwan non lo permetterà".
"Nuovi referendum in Ucraina"
Ad inizio settimana, lo stesso Musk aveva sottoposto a un sondaggio Twitter una sua proposta di risoluzione del conflitto in Ucraina. Secondo l'imprenditore, l'Ucraina avrebbe dovuto cedere definitivamente la Crimea alla Russia, dei nuovi referendum nei territori filo-russi avrebbero dovuto aver luogo sotto l'egida dell'Onu e l'Ucraina avrebbe dovuto accettare di diventare neutrale.

