
La Corte Suprema della Corea del Sud ha confermato la condanna a sette anni di reclusione nei confronti dell'ex presidente Yoon Suk Yeol per ostruzione alla giustizia, respingendo il ricorso contro la sentenza d'appello. Lo riferisce l'agenzia Yonhap.
Secondo i giudici, Yoon ostacolò deliberatamente il tentativo di eseguire il mandato di arresto emesso nei suoi confronti dopo il fallito tentativo di imporre la legge marziale il 3 dicembre 2024, ordinando al servizio di sicurezza presidenziale di impedire l'accesso delle autorità alla sua residenza. La sentenza della Corte Suprema rende definitiva la pena per questo filone processuale.
Si tratta della prima decisione definitiva pronunciata dalla massima corte nei confronti dell'ex capo dello Stato, che è coinvolto in un totale di otto procedimenti giudiziari legati alla crisi istituzionale provocata dalla proclamazione della legge marziale. La condanna era stata aggravata in appello, passando da 5 a 7 anni di carcere.
La vicenda si inserisce nel più ampio terremoto politico e giudiziario seguito alla breve imposizione della legge marziale, revocata dopo poche ore sotto la pressione del Parlamento. Yoon è stato successivamente destituito dalla Corte costituzionale e, in un procedimento separato, è già stato condannato all'ergastolo per insurrezione in relazione agli stessi eventi.

