
La Corte d'Appello del Regno Unito ha confermato la revoca della cittadinanza britannica a Shamima Begum, l'ex 'sposa dell'Isis' fuggita da Londra a 15 anni con due coetanee nel 2015 per unirsi ai miliziani del Califfato in Siria, che dovrà così restare in un campo profughi nel Paese del Medio Oriente. È stato confermato il precedente verdetto della Special Immigration Appeals Commission, che in febbraio aveva respinto un altro ricorso presentato dai legali di Begum, oggi 24enne, che chiede da tempo di poter tornare nel Regno Unito.
Una decisione "dura"
La giudice Sue Carr nel leggere il verdetto ha ammesso che la decisione è stata "dura", considerando il caso della giovane, ricomparsa cinque anni fa in un campo profughi siriano, ma ha spiegato che non spetta alla corte entrare nel merito di quanto accaduto. E ha così concluso: "Il nostro unico compito è valutare se la revoca della cittadinanza sia illegale. Abbiamo concluso che non lo è e il ricorso è stato respinto".
Probabile un nuovo ricorso
È molto probabile, come sottolinea la Bbc, che gli avvocati della giovane presenteranno un ulteriore e ultimo ricorso alla Corte Suprema britannica. Nel verdetto odierno sono state respinte le varie argomentazioni presentate a difesa di Begum, nata in Inghilterra da genitori originari del Bangladesh. Incluso il fatto che lei era minorenne all'epoca della "fuga" e sarebbe stata vittima di fatto d'una forma di traffico di esseri umani e sfruttamento sessuale da parte dell'Isis; nonché quanto emerso in un'inchiesta giornalistica della Bbc sul ruolo-trappola svolto da un agente sotto copertura dell'intelligence canadese (alleata di quella britannica) per far entrare illegalmente in Siria nel 2015 la teenager con le amiche Kadiza Sultana e Amira Abase, in modo da usarle poi per raccogliere informazioni a beneficio dei servizi occidentali. Il provvedimento punitivo del governo conservatore sulla revoca della cittadinanza, adottato contro Begum nel 2019 per asserite ragioni di sicurezza nazionale dall'allora ministro dell'Interno, Sajid Javid, resta quindi del tutto valido e legittimo.

