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Estero
La Cina lancia campagna contro terrorismo
Redazione
18 anni fa

Con una serie di arresti e di denunce del gruppo del Tibetan Youth Congress, la Cina sta cercando di convincere il mondo dell'esistenza di un terrorismo tibetano che sarebbe diretto dal Dalai Lama, il leader tibetano e premio Nobel per la pace che vive in esilio in India. Dopo l'arresto, sabato scorso, di nove monaci accusati di un attentato dinamitardo, oggi i mezzi d'informazione statali hanno diffuso la notizia del sequestro di una trentina di armi da fuoco in un monastero nella provincia del Sichuan. Le proteste anticinesi iniziate il 10 marzo a Lhasa, capitale della Regione autonoma del Tibet, si sono poi estese ad altre zone a popolazione tibetana della Cina, tra cui il Sichuan. La campagna nazionalista sostenuta dal governo di Pechino è proseguita oggi con una serie di attacchi sulla stampa e sulle chat line di Internet alla speaker del Congresso americano Nancy Pelosi, una sostenitrice del Dalai Lama, che è stata definita "la persona più odiata in Cina". L'ultima trovata dei nazionalisti cinesi è una canzone diffusa attraverso il sito web You Tube da una giovane donna, Mu Rongxuan, che afferma di averla scritta lei stessa. La canzone è accompagna da immagini dei negozi dati alle fiamme a Lhasa da rivoltosi tibetani in marzo. "La CNN giura solennemente che è tutto vero, ma gradualmente ho scoperto che si tratta di un trucco", dice il testo della canzone. Un gran numero di studenti universitari e liceali afferma di aver ricevuto sms che li invitano a boicottare i supermercati francesi della Carrefour in una rappresaglia per le posizioni filotibetane espresse dal presidente Nicholas sarkozy. ATS

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