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Geopolitica
La Cina impone dazi aggiuntivi del 34% sui prodotti USA, e il petrolio perde oltre il 5%
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Keystone-ats
un anno fa
Il prezzo di un barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a giugno, è sceso del 4,99% a 66,64 dollari, dopo aver toccato il minimo da dicembre 2021, a 66,53 dollari.

La Cina imporrà tariffe aggiuntive del 34% sui prodotti statunitensi a partire dal 10 aprile. Imporrà inoltre controlli sulle esportazioni di 7 "articoli correlati alle terre rare". Lo ha reso noto il governo di Pechino, annunciando di aver presentato ricorso presso l'Organizzazione mondiale del commercio per i nuovi dazi statunitensi. "In conformità con la legge sul controllo delle esportazioni della Repubblica Popolare Cinese e altre leggi e normative pertinenti, il 4 aprile il Ministero del Commercio, insieme all'amministrazione generale delle dogane, ha emesso un annuncio sull'attuazione di misure di controllo delle esportazioni su sette tipi di articoli medi e pesanti correlati alle terre rare, tra cui samario, gadolinio, terbio, disprosio, lutezio, scandio e ittrio, ed è stato ufficialmente implementato nella data di emissione", si legge sul sito del ministero cinese. Il gadolinio viene comunemente utilizzato nelle risonanze magnetiche, mentre l'ittrio è impiegato nell'elettronica di consumo.

Il petrolio perde oltre il 5% dopo i dazi cinesi

Già appesantiti dagli annunci doganali di Donald Trump, i prezzi del petrolio sono crollati ulteriormente, con un calo di oltre il 5%, dopo la reazione della Cina. Il prezzo di un barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a giugno, è sceso del 4,99% a 66,64 dollari, dopo aver toccato il minimo da dicembre 2021, a 66,53 dollari. Un barile di West Texas Intermediate, il benchmark americano, con consegna a maggio, è sceso del 5,23% a 63,45 dollari