

Il comando militare della Nato conferma la notizia di una vasta operazione condotta dagli Usa assieme ad altri alleati il 18 agosto scorso attorno all'exclave russa di Kaliningrad.
«La NATO è un'Alleanza difensiva e gli Alleati affinano costantemente le proprie capacità difensive e l'operazione alleata del 18 agosto nella regione baltica, che ha coinvolto aerei da combattimento statunitensi e norvegesi, forze di terra polacche, un sistema aereo radar E-3A Sentry dotato del sistema AWACS e altro ancora, sotto la supervisione degli Stati Uniti, è un esempio di questo approccio», riferisce il colonnello statunitense Martin «Marty» O'Donnell, portavoce dello Shape, il Comando supremo delle potenze alleate Nato in Europa.
Nella notte le forze di difesa ucraine hanno attaccato la raffineria di petrolio Slavneft-Yanos a Yaroslavl, in Russia. All'interno dell'impianto è stato registrato un incendio.
Lo riferisce lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine su Facebook, secondo quanto riportato da Ukrinform. L'entità dei danni è ancora in fase di accertamento.
Slavneft-Yanos è una delle più grandi raffinerie di petrolio in Russia, parte della società per azioni pubblica Slavneft. La sua capacità è di circa 15 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. Oltre a svolgere un ciclo completo di raffinazione del petrolio, questo impianto produce benzina per autotrazione, gasolio e carburante per aviazione, olio combustibile, bitume, lubrificanti e altri prodotti petroliferi. Slavneft-Yanos, sottolinea Ukrinform, è coinvolta nel soddisfare le esigenze delle forze armate russe.
Da parte sua, l'esercito russo ha attaccato nella notte «due distretti» dell'oblast di Dnipropetrovsk, situato nell'Ucraina orientale, causando due vittime: lo ha dichiarato Vladyslav Haivanenko, capo dell'amministrazione militare della regione.
«Il nemico ha attaccato due distretti più di dieci volte con droni, artiglieria e bombe aeree. Sono state distrutte abitazioni private e un'auto. Due persone sono rimaste uccise», ha precisato su Telegram.
L'oblast di Dnipropetrovsk è uno dei grandi obiettivi strategici di Mosca nella guerra in Ucraina. La Russia bombarda costantemente la regione con droni, missili balistici e ipersonici.
Vladimir Putin ritiene che gli Stati Uniti si siano indeboliti a causa della guerra all'Iran. La valutazione riservata del Cremlino ha preceduto il viaggio segreto a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, avvenuto in settimana. La misteriosa missione a Mosca è stata preceduta da nuove informazioni dell'intelligence Usa secondo cui la Russia considera Washington indebolita dal braccio di ferro con Teheran: ciò offrirebbe al Cremlino l'opportunità di intensificare le azioni contro gli interessi e gli alleati americani in Europa, riferisce il Washington Post, in base a quanto detto da due persone a conoscenza della vicenda.
I dettagli dei colloqui di Ratcliffe con le controparti russe rimangono riservati, ma una delle fonti ha riferito al Washington Post che il capo della Cia ha avvertito Mosca di non intensificare la guerra contro l'Ucraina, sostenendo che una simile mossa si rivelerebbe controproducente. Ratcliffe è volato a Mosca martedì: si è trattato della prima visita nota di un direttore della Cia nella capitale russa dalla fine del 2021, quando il capo dell'intelligence dell'amministrazione Biden, William J. Burns, tentò di dissuadere il Cremlino dall'invasione dell'Ucraina.
Sergei Naryshkin, capo del servizio di intelligence estera russo (SVR), ha da parte sua confermato i colloqui con Ratcliffe, affermando che non vi era «nulla di insolito» in tali incontri. Secondo il Cremlino, Ratcliffe non ha incontrato Putin.
La Cia e la Casa Bianca non hanno rilasciato commenti sul viaggio di Ratcliffe. Giovedì, il presidente Donald Trump ha minimizzato i timori che Putin potesse ordinare un attacco contro gli alleati americani in Europa. «Non attaccherà un territorio della Nato», ha detto Trump, liquidando una domanda sullo scopo del viaggio di Ratcliffe. Le informazioni di intelligence riservate, secondo cui Putin considera gli Stati Uniti indeboliti dalla guerra contro l'Iran, giungono sulla scia di notizie su una ridotta prontezza operativa delle truppe e carenze di munizioni causate dalla prolungata campagna contro Teheran.
Le scorte militari Usa di armamenti primari si sono drasticamente ridotte: tra queste figurano i sistemi Patriot e altre piattaforme di difesa aerea, oltre a sofisticate armi offensive come i missili da crociera Tomahawk e il sistema missilistico tattico a corto raggio Atacms (Army Tactical Missile System), molto richiesto in Ucraina.
La carenza di armamenti ha destato preoccupazione tra gli alleati in Asia, sollevando interrogativi sulla capacità di Washington di fungere da deterrente in un potenziale confronto con la Cina.

