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La Cedu condanna Mosca per la legge sulle Ong sgradite
© Shutterstock
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Keystone-ats
2 anni fa
Mosca è stata condannata a pagare diverse centinaia di migliaia di euro a quattro associazioni e circa 80 persone, tra cui il noto oppositore Vladimir Kara-Murza, attualmente detenuto in una colonia penale in Siberia.

La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato la Russia per la legge del 2015 sulle ong straniere sgradite perché viola la libertà di riunirsi e associarsi e quella d'espressione delle organizzazioni così etichettate. Mosca è stata condannata a pagare diverse centinaia di migliaia di euro a quattro associazioni e circa 80 persone, tra cui il noto oppositore Vladimir Kara-Murza, attualmente detenuto in una colonia penale in Siberia.

Severe restrizioni

La Cedu nota che, se designate come "indesiderabili", le ong sono soggette a severe restrizioni, tra cui il divieto di avere uffici, di portare avanti progetti, usare conti in banca, diffondere contenuti attraverso i media. Inoltre, da Strasburgo si evidenzia che nel 2021 è stato vietato ai cittadini russi, anche se residenti in un altro Paese, di partecipare alle attività delle ong sgradite, e che le pene previste vanno dall'ammenda alla reclusione e lavori forzati. Nella sentenza, la Cedu afferma che la legge "non è scritta con sufficiente precisione per consentire alle ong di prevedere quali delle loro azioni, altrimenti legittime, comportano la designazione come indesiderabili". E lo stesso discorso vale per i singoli perché i testo non specificata cosa si intenda per "coinvolgimento" nelle attività di organizzazioni indesiderabili.

Respinto il ricorso per Kurmasheva

Nel frattempo, la Corte suprema della repubblica russa del Tatarstan ha respinto un ricorso presentato dalla giornalista russo-americana Alsa Kurmasheva contro la sua carcerazione preventiva. La donna dovrà dunque rimanere in stato di detenzione almeno fino al 5 agosto, come stabilito in precedenza da una Corte di Kazan, capitale della repubblica. Lo riferisce Radio Liberty/Radio Free Europe, testata finanziata dal Congresso degli Stati Uniti per la quale lavora Kurmasheva. Quest'ultima è agli arresti da oltre sette mesi. La reporter è accusata di non essersi registrata in Russia come agente straniera e di diffusione di cosiddette false informazioni sulle forze armate. Nel maggio dello scorso anno Kurmasheva, che vive a Praga, era andata in Russia per vedere la madre malata. Successivamente le era stato impedito di espatriare e in un secondo momento era stata arrestata, in ottobre.