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La Camera Usa vieta le armi d’assalto
Foto di Bexar Arms
Foto di Bexar Arms
Keystone-ats
4 anni fa
La legge è stata approvata dalla Camera, ora spetta al Senato

La Camera statunitense ha approvato il divieto alla vendita delle armi d’assalto, le più usate per compiere le stragi che ogni anno negli Stati Uniti uccidono 40’000 persone, tra cui moltissimi bambini e studenti. Una legge passata di misura e quasi certamente destinata ad affondare al Senato ma che ha un valore fortemente simbolico in un Paese che negli ultimi mesi a causa delle "armi da guerra" è stato attraversato da un’ondata di violenza senza precedenti.

Per l’amministrazione del presidente Joe Biden si tratta poi di un importante successo in vista delle elezioni di Midterm, a novembre, tanto che l’inquilino della Casa Bianca ha salutato il provvedimento come "un atto di buon senso" che gli americani aspettavano.

Il bando sui fucili d’assalto, l’arma con la quale il killer nella scuola di Uvalde (Texas) ha massacrato 19 bambini e due insegnanti, ha ottenuto alla Camera 217 voti a favore e 203 contro. Due i repubblicani che hanno deciso di votare assieme ai democratici, Brian Fitzpatrick della Pennsylvania e Chris Jacobs di New York, mentre sono stati cinque i democratici che si sono opposti.

Era dal 2004, l’anno in cui è scaduto il divieto su questo tipo di armi imposto nel 1994 dall’amministrazione di Bill Clinton e per il quale si batté moltissimo l’allora senatore del Delaware Biden, che la Camera non compiva un passo di questa portata. Un mese fa c’era stata la storica approvazione bipartisan della più grande stretta delle armi negli ultimi 30 anni, ma la legge passata nella serata di ieri si spinge più avanti vietando la vendita, il trasferimento e soprattutto la fabbricazione dei fucili d’assalto.

La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha parlato di un "momento cruciale nella lotta contro l’epidemia mortale della violenza armata nella nostra nazione". Biden ha ringraziato il suo partito per aver portato a casa un provvedimento che tiene "le armi da guerra lontane dalle nostre strade" sottolineando che "la maggioranza del popolo americano concorda con questo atto di buon senso". Il presidente ha poi esortato il Senato "a muoversi rapidamente per portare questo disegno di legge sulla mia scrivania" annunciando che non smetterà di combattere finché non lo farà.

Nonostante il pressing del presidente e i negoziati dietro le quinte tra repubblicani e democratici per convincere i dieci senatori necessari a superare l’impasse del 50-50, le chance che il provvedimento superi il passaggio al secondo ramo del Congresso statunitense sono praticamente nulle. Il Grand Old Party continua ad opporsi al divieto e ha accusato i democratici di sfruttare la violenza delle armi per fare propaganda elettorale.

La potente lobby delle armi Nra ci ha messo il carico e a poche ore dal voto ha contrattaccato su Twitter accusando la Camera di voler limitare "libertà e diritti civili degli americani che rispettano la legge". Proprio in questi giorni lo studio di una commissione della Camera ha rivelato che negli ultimi dieci anni cinque aziende di armi hanno guadagnato oltre 1 miliardo di dollari (956 milioni di franchi al cambio attuale) dalla vendita dei fucili d’assalto.

"Dobbiamo fare tutto quanto è in nostro potere per mettere al sicuro le nostre famiglie, i nostri bambini, le nostre case, le nostre comunità, la nostra nazione", è stato l’appello di Biden. La decisione spetta ora al Senato che dovrebbe votare entro la fine della settimana, prima della pausa estiva.

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