
I cittadini del Kosovo non potranno più entrare in Bosnia-Erzegovina con la sola carta d'identità. E' questo il risultato di una votazione ieri sera del parlamento della Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba del paese balcanico. In seno alla presidenza tripartita bosniaca non vi era stata unanimità su tale misura restrittiva, appoggiata dal solo membro serbo, Zeljka Cvijanovic, che è anche presidente di turno dell'organo collegiale. Contro il divieto di ingresso per i kosovari con la sola carta d'identità si erano espressi il membro croato Zeljko Komsic e il bosgnacco musulmano Denis Becirovic.
Proposta accolta all'unanimità
In base al complicato sistema istituzionale e legislativo bosniaco, in caso di conflitto nella presidenza, il provvedimento in esame viene sottoposto al voto del parlamento il cui rappresentante (Cvijanovic) ha posto il veto in presidenza. Tutti i 64 deputati presenti in aula al parlamento di Banja Luka hanno appoggiato ieri sera la proposta di Cvijanovic sul divieto per i kosovari di entrare in Bosnia-Erzegovina con la carta d'identità. Una decisione questa che, pur adottata dal parlamento dell'entità, in base alla legge vigente vale per l'intero Paese. Il risultato del voto è stato accolto con applausi scroscianti da parte dei deputati serbo-bosniaci. Nel suo intervento in aula, Cvijanovic ha detto che una tale decisione è legata all'attuale situazione in Kosovo. "Non possiamo premiare con la libertà di movimento coloro che trattano i serbi come avviene attualmente in Kosovo", ha osservato la rappresentante serbo-bosniaca.

