
La consigliera federale Doris Leuthard ha assicurato oggi alla comunità internazionale il sostegno e l'impegno della Svizzera a favore del Protocollo di Kyoto. Nel suo discorso nell'ambito della 18esima conferenza dell'ONU sul clima in corso a Doha, in Qatar, la ministra dell'ambiente ha auspicato un secondo periodo di adempimento fino al 2020. "Qui a Doha, siamo di fronte a un bivio: se non giungeremo a un accordo equilibrato, il mondo si troverà ad affrontare un futuro incerto e difficile", ha sottolineato la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). "La Svizzera si è impegnata a ridurre, entro il 2020, le sue emissioni di CO2 del 20% rispetto al 1990", ha affermato la Leuthard, aggiungendo che "siamo pronti a perseguire obiettivi più ambiziosi, se anche altri paesi sviluppati si impegneranno a ridurre in modo analogo le loro emissioni e se i paesi in via di sviluppo forniranno un contributo sufficiente tenuto conto delle loro responsabilità e capacità". Un accordo su "Kyoto 2" è atteso domani. Si tratta dell'unico strumento legalmente vincolante che obbliga i paesi industrializzati, ad eccezione degli Stati Uniti che non hanno ratificato il Protocollo, a ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra. La sua portata sarà però solo simbolica: gli impegni, presi essenzialmente dall'Unione europea e dall'Australia, dopo la defezione di Giappone, Russia e Canada, non riguarderanno infatti che il 15% delle emissioni globali. ATS
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