
In Kuwait una grande tenda riservata a donne e bambini che festeggiavano un matrimonio si è trasformata in una trappola mortale in cui le fiamme ed il panico hanno ucciso 41 persone ferendone altre 57. Le cause dell'incendio non sono chiare, ma è certo che a perdere la vita ieri sera nell'emirato del Golfo sono state 35 donne e sei bambini. Il bilancio potrebbe ancora aggravarsi perché sette feriti sono in gravi condizioni. Il tendone era stato allestito per strada davanti all'edificio dove si era svolta la cerimonia nuziale, a Jahra, una cinquantina di chilometri ad ovest della capitale Kuwait City. La zona è abitata da tribù tradizionaliste e anche ieri sera era stato rispettato il precetto islamico di tenere donne e bambini separati dagli uomini, a festeggiare in un'apposita tenda. La grande struttura, che poteva ospitare fino a 200 persone e dove c'erano tra 150 e 180 invitati, è andata a fuoco rapidamente, in circa tre minuti. La tenda aveva una sola uscita e le fiamme hanno innescato una calca micidiale tanto che saranno necessari esami del Dna per identificare molte vittime: nel descrivere la "scena orribile" presentatasi ai soccorritori, il capo dei vigili del fuoco del Kuwait, Jassim Mansuri, ha riferito che "c'erano corpi e molte scarpe incollati al suolo presso l'unica uscita". Durante la fuga, ha aggiunto, le donne prese dal panico "si devono essere calpestate le une con le altre". Sulle cause del rogo è stata aperta un'inchiesta ma secondo media arabi la cause potrebbero essere state varie: o un corto circuito, o la brace usata per sprigionare fumi d'incenso, oppure candele venute a contatto con la tenda probabilmente costruita con un materiale molto infiammabile. Nel dubbio, il governo del Kuwait ha deciso di vietare le feste nuziali nei tendoni. La scorsa notte è stato difficile trasportare in ospedale i feriti a causa della disperata presenza di parenti in ansia sul posto. Secondo alcuni media, la difficoltà dei soccorsi è stata creata dalla caduta di lembi di tenda in fiamme e da un black-out elettrico che ha colpito la zona. Sulle prime sarebbero stati gli stessi parenti delle vittime a bloccare le strade di accesso all'edificio della cerimonia e alla prospiciente tenda credendo che si trattasse di fotografi e cameraman che volevano solo riprendere le loro donne nella festa. ATS
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