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Estero
Kosovo: traffico organi, Belgrado, processare chi ha insabbiato
Redazione
16 anni fa

Le autorità di Belgrado ritengono che si debbano perseguire penalmente tutti coloro che hanno ostacolato in qualche modo le indagini sul traffico di organi ai danni di prigionieri serbi in Kosovo alla fine degli anni Novanta, una vicenda che - stando al rapporto del relatore del Consiglio d'Europa Dick Marty - vede sul banco degli imputati in particolare l'attuale premier kosovaro Hashim Thaci. Rasim Ljajic, ministro del lavoro e capo del consiglio di cooperazione con il Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi), ha detto oggi all'emittente B92, che chiederà al Tpi di avviare inchieste per oltraggio alla Corte contro tutti coloro che hanno interferito in qualche modo con le indagini sulla vicenda del traffico di organi, compresi gli ex capi della missione dell'Onu in Kosovo (Unmik). Secondo Ljajic, a quel tempo la politica della comunità internazionale per il Kosovo poneva la stabilità al di sopra della giustizia. "Si conoscevano bene tutti i sospetti e le accuse, ma non è stato fatto nulla per indagare a fondo ed eventualmente intraprendere azioni giudiziarie nei confronti dei responsabili", ha detto Ljajic. "Al contrario - ha aggiunto - è stato fatto di tutto per coprire e insabbiare l'intera vicenda, impedendo ai testimoni di riferire sui crimini commessi a quel tempo". Ljajic ha detto che lunedì prossimo si recherà a Strasburgo dove con i vertici del Consiglio d'Europa (Ce) parlerà del rapporto sul traffico di organi in Kosovo presentato ieri a Parigi da Marty. In tale rapporto si punta il dito in particolare contro Thaci che, negli anni in cui era alla guida degli indipendentisti dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck), sarebbe stato tra i principali responsabili del traffico di organi prelevati a prigionieri serbi, uccisi e sottoposti agli espianti in 'cliniche' del Kosovo e dell'Albania. Thaci, sempre secondo il rapporto di Marty, sarebbe stato in passato a capo di un'organizzazione criminale in Kosovo dedita non solo al traffico di organi ma anche al contrabbando di armi e droga. "Noi chiediamo che vengano indagati ed esaminati a dovere tutti i sospetti relativi alle pesanti accuse contenute nel rapporto di Marty, e vogliamo che la comunità internazionale - che ha una notevole autorità in Kosovo - si assuma la responsabilità di tutto ciò", ha affermato Ljajic. ATS

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