
Oltre 10'000 serbi del nord del Kosovo hanno manifestato oggi a Kosovska Mitrovica contro l'accordo concluso dalla dirigenza di Belgrado con Pristina, sostenendo che tale documento è illegittimo poiché non difende gli interessi della popolazione serba, e pone i serbi sotto la sovranità del "falso Stato del Kosovo". I manifestanti hanno annunciato un referendum nel quale tutti i serbi, sia del Kosovo che della Serbia, possano pronunciarsi sull'accordo con Pristina, e hanno approvato la creazione di un "Parlamento autonomo della provincia del Kosovo". In una dichiarazione adottata nel corso della manifestazione nella parte nord (serba) di Kosovska Mitrovica (il settore sud è abitato da kosovari albanesi), si afferma che l'accordo siglato venerdì a Bruxelles "è illegittimo e nullo", e che la popolazione serba del Kosovo "non consentirà la sua applicazione". Krstimir Pantic, vicecapo dell'Ufficio governativo serbo per le questioni del Kosovo, parlando alla folla ha detto che i serbi del Kosovo hanno di fronte tre possibili strade: una che porta a Pristina, una che porta a Belgrado, e una terza che porta verso l'ignoto. L'unica possibile, ha sottolineato, è proprio questa terza, che prevede la creazione di un parlamento autonomo, anche se va verso l'ignoto. "Non ci arrendiamo", "No all'accordo di Bruxelles", "No alle leggi e alla costituzione del Kosovo", "Da qui non ce ne andiamo": questi alcuni di tanti slogan mostrati su cartelli e striscioni dai manifestanti, che sventolavano numerose bandiere della Serbia. ATS
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