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Estero
Kosovo: posti confine, protesta ultranazionalisti a Belgrado
Redazione
14 anni fa

Un migliaio di ultranazionalisti serbi hanno manifestato ieri sera nel centro di Belgrado per protestare contro l'apertura dei primi due valichi di frontiera nel nord del Kosovo, gestiti congiuntamente da personale serbo e kosovaro con la supervisione della missione europea Eulex. A loro avviso ciò significa la nascita di una linea di frontiera formale fra Serbia e Kosovo, cosa questa inaccettabile. "Mai un confine - il Kosovo è Serbia", questo lo slogan della protesta che ha anche chiesto la fine del dialogo con Pristina e la rinuncia all'integrazione della Serbia nella Ue. I dimostranti, in massima parte giovani, si sono mossi in corteo dalla cattedrale ortodossa presso la sede del patriarcato, percorrendo la centralissima Knez Mihajlova, raggiungendo la presidenza e successivamente la chiesa di San Sava. Sventolando decine di bandiere della Serbia e mostrando striscioni con slogan patriottici e nazionalisti ('Il Kosovo è Serbia', 'No a Nato e Ue'), i manifestanti hanno scandito a gran voce i nomi di Ratko Mladic e Radovan Karadzic, i due ex leader serbo-bosniaci sotto processo al Tribunale dell'Aja per genocidio e crimini di guerra e contro l'umanità. Un massiccio schieramento di agenti di polizia in assetto antisommosa ha seguito da vicino la manifestazione, che non ha fatto registrare incidenti. ATS

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