
Una lunga ed intensa giornata di negoziati bilaterali e congiunti, sotto l'ombrello della Troika Ue-Usa-Russia, non è bastata per sbloccare l'impasse in cui sono finiti i colloqui tra kosovari e serbi sul nuovo status del Kosovo, provincia serba a maggioranza albanese che chiede niente di meno e niente di più che l'indipendenza. Ciò nonostante nessuna delle due parti, e tantomeno la Troika, intende gettare la spugna prima della scadenza fissata a New York per il 10 dicembre. Le delegazioni hanno quindi deciso di confermare il meeting già in agenda per il 26 novembre prossimo a Baden (Vienna) e di prolungarlo per tre giorni, fino al 28. "La Troika ha ricordato ad entrambe le parti che il processo sarà concluso con il rapporto del Gruppo di contatto al segretario generale dell'Onu il prossimo 10 dicembre", ha riferito la Troika, dando conto dell'inamovibilità delle posizioni. Pristina ha illustrato la sua "visione di un'indipendenza sorvegliata del Kosovo in linea con le raccomandazioni dell'inviato speciale Onu Martti Ahtisaari. Belgrado, da parte sua - ha riferito la Troika - ha continuato ad elaborare la sua visione di un'autonomia ampia del Kosovo all'interno dei confini della Serbia". La delegazione serba, guidata dal presidente Boris Tadic e dal primo ministro Voijslav Kostunica, ha presentato diverse opzioni di autonomia: il modello delle isole finlandesi Aland si é aggiunto al modello Honk Kong. "Abbiamo indicato buoni esempi di autonomia ed abbiamo messo sul tavolo proposte concrete: non siamo noi a sprecare il tempo", ha detto Kostunica in un incontro stampa. "Siamo consapevoli che l'orologio corre, ma non accettiamo scadenze artificiose", ha aggiunto Tadic al suo fianco. Entrambi hanno rifiutato l'ipotesi dello statuto neutrale, sull'esempio di quanto praticato nel 1972 per separare e regolare la convivenza tra le due Germanie, sul quale punta il mediatore europeo nella Troika, il tedesco Wolfgang Ischinger. "Non vogliamo discutere di stato neutrale, ma di status", ha tagliato corto Tadic. "Cosa significa neutralità di statuto? Nient'altro che un trucco per nascondere l'indipendenza del Kosovo, esattamente ciò che la Serbia non vuole", ha rincarato Kostunica. Il portavoce della delegazione kosovara, Skender Hyseni, ha bollato come "intransigenti" le autorità serbe. "La delegazione serba non ha presentato alcuna novità e ha continuato a proporre modelli diversi, da Hong Kong alle isole Aland, dal Portorico a Macau. Sono spiacente, ma nessuno di questi modelli può essere esportato in Kosovo", ha affermato. ATS
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