
Il premier kosovaro Ramush Haradinaj non ha ottenuto il visto per gli Stati Uniti e dovrà rinunciare a una visita negli Usa programmata per i prossimi giorni. Molti osservatori a Pristina collegano il rifiuto del visto a un possibile crescente isolamento internazionale del Kosovo sia per il persistente rifiuto a ratificare l'accordo sulla demarcazione della frontiera con il Montenegro, sia a causa delle numerose prese di posizione, anche da parte di esponenti del governo, a favore dell'abolizione del Tribunale speciale per i crimini dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) istituito di recente all'Aja. Quest'ultima iniziativa, partita a fine dicembre ad opera di un gruppo di deputati e che ha ottenuto l'appoggio dello stesso presidente Hashim Thaci, è stata aspramente criticata dalla comunità internazionale, a cominciare dagli Stati Uniti e dai Paesi del cosidetto gruppo del "Quint" (Usa, Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna). In un comunicato nei giorni scorsi, i cinque Paesi mettono in guardia la dirigenza di Pristina dall'intraprendere iniziative che possano mettere in pericolo il cammino del Kosovo verso l'integrazione euroatlantica e il rafforzamento della partnership internazionale del piccolo Paese balcanico. Il presidente Thaci, il premier Haradinaj e altri alti dirigenti kosovari sono stati in passato fra i leader dell'Uck - la guerriglia indipendentista albanese che combatté contro i serbi nel conflitto di fine anni Novanta - e i loro nomi vengono citati fra quelli dei possibili imputati del Tribunale speciale.
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