
In Kosovo da alcuni giorni si registra un forte incremento nelle partenze sulla linea di autobus Pristina-Belgrado. A alcuni osservatori parlano di una possibile nuova ondata di emigrazione di massa di kosovari verso i Paesi dell'Europa occidentale, come nel 2015. La capitale serba sarebbe la prima tappa del viaggio per raggiungere successivamente in vari modi Austria, Germania, Svizzera, Belgio, Olanda e altri Paesi prosperi del nord Europa. I media locali hanno dato notizia oggi della sospensione temporanea di tutti i cinque collegamenti giornalieri in autobus da Pristina a Belgrado a causa, si afferma, di possibili infiltrazioni criminali da parte di organizzazioni illegali che organizzerebbero i viaggi, esortando i giovani a lasciare il Paese. Due anni fa cominciò così e nel giro di pochi mesi furono oltre 50'000 i kosovari che lasciarono il Paese per l'Europa occidentale. Quasi tutte le loro richieste di asilo, ritenute economicamente motivate, furono però respinte e i migranti furono costretti a far ritorno in patria. Il Kosovo infatti non è considerato un Paese a rischio guerre o persecuzioni. Allora furono aperte inchieste sulla dubbia attività di agenzie di viaggio senza scrupoli e desiderose di lucro. La polizia a Pristina sostiene che non si è di fronte all'inizio di un nuovo esodo di massa, e che dai Paesi occidentali non sono giunte finora notizie su un aumento di richieste di asilo da parte di cittadini kosovari.
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