
Urne aperte oggi nel Kosovo dalle 7:00 alle 19:00 per il rinnovo del parlamento locale, a poche settimane dalla conclusione dei finora infruttuosi negoziati sullo status della provincia secessionista serba a maggioranza albanese - sotto tutela Onu dal 1999 - e da una possibile proclamazione unilaterale d'indipendenza. Il voto riguarda 1,3 milioni di cittadini aventi diritto su oltre due milioni di persone. Si attende una rilevante partecipazione tra gli albanesi (oltre il 90% della popolazione locale), mentre è annunciata la diserzione delle urne da parte del grosso della residua comunità serbo-kosovara (ridotta ormai a circa 100.000 unità e invitata al boicottaggio dal governo di Belgrado, strenuamente contrario a ogni ipotesi di secessione della provincia contesa). In lizza ci sono ben 97 partiti che si contenderanno col sistema proporzionale 100 seggi parlamentari, più venti riservati alle minoranze. Le previsioni indicano una sfida per la maggioranza relativa dei voti tra la Lega Democratica (Ldk, al potere), erede del defunto presidente moderato Ibrahim Rugova, ma in calo di consensi, e il Partito democratico (Pdk, all'opposizione) dell'ex capo guerrigliero dell'Uck Hashim Thaci. Oltre lo sbarramento del 5% sono poi accreditati altri quattro partiti (incluso quello del chiacchierato miliardario svizzero-kosovaro Behgjet Pacolli), sullo sfondo di uno scenario che potrebbe sfociare in incroci e alleanze di diverso tipo. Si vota, inoltre, per numerose amministrazioni comunali, compresa quella di Pristina. Dopo la chiusura dei circa 2.000 seggi, si prevede la diffusione di exit poll e proiezioni già per stasera, mentre i risultati ufficiali finali richiederanno alcuni giorni. ATS
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