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Estero
Kosovo: dialogo, reazioni positive a primi accordi
Redazione
15 anni fa

Belgrado e Pristina hanno raggiunto ieri i primi accordi concreti nel dialogo avviato lo scorso marzo su pressione della comunità internazionale, e l'Unione europea, che funge da mediatore nel negoziato, ha espresso soddisfazione affermando che tali intese fanno fare progressi alle due parti sulla strada verso l'integrazione europea, senza tuttavia pregiudicare le rispettive posizioni sullo status del Kosovo. "Questi accordi avvicinano entrambe le parti all'Unione europea, migliorano la collaborazione e la vita dei comuni cittadini", ha detto Robert Cooper, il mediatore Ue citato dalla Tanjug. Le intese, ha aggiunto, non pregiudicano in alcun modo le posizioni delle due parti per ciò che concerne lo status del Kosovo. La Serbia non riconosce il Kosovo, e il Kosovo non rinuncia al suo status", ha detto Cooper. Analogo il commento di Borislav Stefanovic, capo della delegazione serba ai negoziati con Pristina. Con questi accordi, ha detto, "in nessun modo viene messa in discussione la sovranità della Serbia, nè viene in alcun modo riconosciuta la cosiddetta indipendenza del Kosovo", ha detto Stefanovic citato dai media a Belgrado. I tre accordi raggiunti ieri a Bruxelles, i primi fra le parti dalla proclamazione d'indipendenza di Pristina il 17 febbraio 2008, riguardano la mobilità della popolazione, l'accesso ai registri dello stato civile e il mutuo riconoscimento dei diplomi universitari. Con il primo punto è stato fra l'altro risolto il problema delle targhe automobilistiche, sorto con l'emissione delle nuove targhe serbe, e che riguardava in larga parte la popolazione serba nel nord del Kosovo. "L'accordo sulla mobilità e sugli spostamenti della popolazione è particolarmente importante", ha osservato Cooper secondo il quale ciò contribuisce a normalizzare la situazione e a risolvere problemi nella vita quotidiana della gente, sia di etnia serba sia albanese, contribuendo ad avvicinare Serbia e Kosovo all'Europa. Si tratta, ha sottolineato da parte sua Stefanovic, di un "grande e positivo passo in avanti". Quello di ieri a Bruxelles è stato il quinto round di negoziati fra Belgrado e Pristina, iniziati l'8 marzo scorso. ATS

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