
La comunità dei serbi del Kosovo ha nettamente respinto il piano per l'integrazione del nord del paese nel resto delle strutture istituzionali kosovare, messo a punto dal rappresentante internazionale Pieter Feith unitamente al governo di Pristina. In una assemblea svoltasi a Kosovska Mitrovica, della quale hanno riferito i media di Belgrado, i serbi del Kosovo hanno approvato un documento nel quale si auspica che Belgrado difenda gli interessi nazionali dei serbi e rafforzi le istituzioni serbe in Kosovo. I partecipanti hanno chiesto al parlamento di Belgrado di approvare una risoluzione ufficiale per ribadire che il Kosovo è parte integrante della Serbia. Belgrado si rifiuta di riconoscere l'indipendenza proclamata da Pristina il 17 febbraio 2008 (lo hanno fatto 65 paesi finora) e continua a considerare il Kosovo una sua provincia meridionale. Il piano per il nord del Kosovo - dove più massiccia è la presenza di popolazione serba - prevede di integrare nel resto del paese le strutture parallele (scuole, ospedali) create dai serbi con l'appoggio politico e il sostegno finanziario di Belgrado. Alcuni media serbi hanno parlato di una forma di ricatto nei confronti di Belgrado, che dovrebbe accettare tale piano e rinunciare alle sue strutture nel nord del Kosovo, se vuole avanzare senza problemi sulla strada verso l'adesione all'Unione europea. ATS
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