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Estero
Kosovo: Amnesty; sparizioni ancora impunite, UE intervenga
Redazione
17 anni fa

A distanza di dieci anni dalla fine della guerra in Kosovo, migliaia di morti non solo non hanno ancora avuto giustizia, ma sono stati fatti sparire senza lasciare tracce. Amnesty International rivolge allora un appello ad intervenire agli Stati membri dell'Unione, presentando oggi un nuovo rapporto: "Seppellire il passato: 10 anni di impunità per le sparizioni forzate e i rapimenti in Kosovo". Perché non cada l'oblio Amnesty chiede all'UE l'introduzione di un programma di protezione dei testimoni, risorse adeguate per Eulex e assistenza al Tribunale speciale per i crimini di guerra di Belgrado. Quindi fa appello ai leader di Serbia e Kosovo perché incoraggino un cambio di rotta decisivo, nell'interesse di un loro futuro accesso in Europa. Un sostegno politico e non solo finanziario da parte dell'Unione, secondo l'esperta di Amnesty Sian Jones, può essere il grimaldello giusto. "Sono circa 1900 le famiglie tra Kosovo e Serbia che ancora non hanno informazioni sul destino o sulle spoglie dei loro parenti dispersi" spiega la Jones, ricercatrice ed esperta di Kosovo di Amnesty International. Oltre tremila albanesi, secondo Amnesty, durante la guerra in Kosovo sono stati vittime di sparizioni forzate, per opera di polizia serba e forze militari e paramilitari. L'organizzazione inoltre stima che siano stati circa 800, fra serbi, rom, e individui di altri gruppi etnici minoritari, quelli rapiti da membri dell'UCK. ATS

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