
Nell'intervento della polizia kosovara contro una riunione di serbi ieri a Kosovska Mitrovica - nel quale è stato arrestato il capo dell'Ufficio governativo serbo per il Kosovo Marko Djuric, poi espulso in Serbia - sono rimaste ferite 32 persone, cinque in modo grave. Fra i feriti anche il ministro dell'agricoltura del Kosovo, il serbo Nenad Rikalo, ha detto il direttore del policlinico di Mitrovica nord (settore serbo), Milan Ivanovic. Quest'ultimo ha parlato di "azione brutale" della polizia kosovara, con gli agenti a suo avviso "pronti anche a uccidere", dal momento che avevano le armi "con i colpi in canna". In serata l'ambasciatore russo a Belgrado Aleksandr Cepurin ha parlato di "grossolana provocazione" da parte di Pristina, mentre per il suo collega americano Kyle Scott si tratta di un "grosso passo indietro". "Spero che prevarrà il buonsenso e che la situazione tornerà alla calma". Il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, in tarda serata ha lanciato un appello alla calma e al ritorno alla normalità a Kosovska Mitrovica. Thaci ha auspicato il prosieguo del dialogo fra Pristina e Belgrado. Intanto il partito della minoranza serba (Srpska Lista) ha deciso di lasciare il governo di Pristina. Goran Rakic, presidente di Srpska Lista, ha detto in serata che di tale decisione sarà informato il presidente serbo Aleksandar Vucic. "Il dialogo in queste condizioni non ha alcun senso, con il popolo inerme attaccato brutalmente da agenti con il colpo in canna", ha detto Rakic. Tale decisione potrebbe mettere in crisi la maggioranza di governo a Pristina.
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