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Estero
Kirghizistan: 23 morti e 338 feriti in scontri Kirkizi-uzbeki a Osh
Redazione
16 anni fa

Una folla immensa di giovani kirkizi è scesa in strada a Osh, capoluogo del Kirghizistan meridionale, per scontrarsi con la popolazione uzbeka che abita in alcuni quartieri della città, nonostante il coprifuoco imposto dalle forze del governo. Finora i morti sono 23 e i feriti 338, ma la violenza continua. La tragedia è scoppiata ieri sera a causa di una gigantesca rissa fra kirghizi e uzbeki, e si è alimentata di tafferugli poi esplosi in incendi di case, negozi e automobili. Fra i giovani ci sono molti con pistole, fucili, spranghe e bastoni. La polizia ha cercato di fermare gli scontri, ma non è riuscita a riprendere il controllo delle strade. Nella parte centrale della città mancano l'elettricità e il gas, i portoni sono chiusi a chiave, qualcuno cerca di fuggire, molti negozi e mercati vengono saccheggiati. La ventata improvvisa di violenza segue un lungo periodo di instabilità, nato in aprile dalla rivolta di alcuni abitanti fedeli all'ex presidente kirghizo Kurmanbek Bakyev, ora rifugiato in Bielorussia. Il paese, che nel 2005 si era proclamato democratico con la 'rivolta dei tulipani', ha vissuto dal primo momento una pesante povertà alimentata da una corruzione profonda, dalla disoccupazione giovanile, da infrastrutture sociali disastrose. ATS

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